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Venerdì, 27 Maggio 2022
Fisco

Accordo Ue sulle aliquote Iva: cosa cambia sui prezzi di assorbenti, biciclette e pannelli solari

Niente stretta (per ora) su pesticidi e fertilizzanti chimici. Ecco le novità del testo approvato all’unanimità dai Paesi membri

Un sistema comune sull’imposta sul valore aggiunto (Iva) nell’Unione europea che metta ordine nel ‘mosaico’ di aliquote creato da decenni di deroghe e concessioni. Questa mattina - dopo quasi quattro anni di negoziati - i ministri dell’Economia dell’Ue hanno dato il via libera unanime alle nuove regole che, se confermate dal Parlamento europeo, andranno ad armonizzare l’Iva su tre fasce. Resta invariato il minimo standard pari al 15 per cento su beni e servizi non beneficiari di riduzioni ed esenzioni. L’Italia potrà dunque mantenere la sua aliquota standard al 22 per cento. 

Cosa cambia

Cambia invece il sistema che disciplina le riduzioni al 5 per cento e l’ultima fascia, alla quale i governi potranno applicare percentuali inferiori, addirittura la cosiddetta aliquota zero. La nuova normativa Ue entrerà probabilmente in vigore a fine aprile, dopo l’ok finale del Parlamento europeo previsto entro marzo e a venti giorni dalla pubblicazione del testo in Gazzetta ufficiale. Tutti i Paesi Ue avranno la possibilità di applicare due aliquote ridotte a partire dal 5 per cento a un massimo di 24 categorie di beni e servizi potenzialmente beneficiari dello ‘sconto, oltre all’aliquota under 5 per cento o azzerata per 7 categorie 'pescate' dallo stesso elenco.

Prezzi più bassi?

La lista di beni e servizi che potrebbero beneficiare di riduzioni ed esenzioni, aggiornata nella normativa approvata, include i prodotti contraccettivi, di protezione dell'igiene femminile e gli assorbenti per il ciclo mestruale. I legislatori Ue hanno incluso anche i “beni essenziali per compensare e superare la disabilità”, le biciclette (comprese quelle elettriche), libri, giornali e periodici su “supporti fisici o per via elettronica” e “il diritto d'ingresso a spettacoli, teatri, circhi, fiere, parchi di divertimento, concerti, musei, zoo, cinema e mostre”. Tutte categorie potenzialmente beneficiarie di un’aliquota al 5 per cento o più bassa. 

La nuova versione del testo Ue sui beni e servizi ai quali gli Stati membri potranno applicare aliquote Iva del 5 per cento o inferiore comprende anche la ricezione di servizi radiotelevisivi e webcasting, oltre ai servizi di accesso a internet forniti nell'ambito della politica di digitalizzazione. Il taglio dell’Iva sarà inoltre possibile su una serie di servizi e beni dell’edilizia, dalla costruzione di abitazioni fornite nell'ambito della politica sociale all’installazione di pannelli solari. Il testo emendato prevede anche la possibilità di un’aliquota ridotta sui pesticidi e i fertilizzanti chimici, ma solo “fino al primo gennaio 2032”. Gli Stati membri, inoltre, dovranno porre fine entro il 2030 a qualsiasi deroga di riduzione o esenzione Iva non in linea con il Green deal, ad esempio sui beni che causano emissioni di gas a effetto serra, come la legna da ardere.

Tre anni di negoziati

Il nuovo quadro normativo andrà a rimpiazzare l’attuale ‘mosaico’ di aliquote determinato dal sistema di tassazione di alcuni Stati membri che, al momento della loro adesione all'Ue, erano stati autorizzati ad applicare deroghe quali esenzioni e aliquote ridotte. “Nei prossimi anni - è stato il commento della Commissione europea dopo ok alla proposta formulata nel 2018 - gli Stati membri dovranno proseguire gli sforzi per garantire una ripresa sostenibile dalla pandemia di Covid-19 e investire massicciamente nelle transizioni verde e digitale”. “In tale contesto è particolarmente importante proteggere le entrate pubbliche” e “per questo motivo la legislazione aggiornata specifica anche il livello minimo delle aliquote ridotte”. “Per la prima volta - ha concluso l’esecutivo Ue - gli Stati membri potranno anche applicare un'aliquota ridotta inferiore al 5 per cento o esentare dall'Iva un numero limitato di beni e servizi”.

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