Accede al suo pc di lavoro, scopre dei video porno e lo licenzia. Giudice dà ragione al dirigente

I file incriminati non riportavano la dicitura “privati” e pertanto potevano essere aperti senza la presenza del dipendente. Per la Corte europea di Strasburgo non sono stati violati diritti umani  

EPA/RONALD WITTEK

Sono entrati nel suo computer in ufficio in sua assenza, scoprendo che tra i file salvati c'erano  false attestazioni in favore di terzi e materiale pornografico. E cosi' i dirigenti dell'azienda hanno deciso di licenziarlo in tronco. L'uomo, un dipendente di alto livello, ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Che pero' gli ha dato torto. 

II caso

E' successo in Francia, ma la sentenza dei giudici di Strasburgo costituisce un precedente che potrà essere utilizzato anche in altri paesi europei, Italia compresa. I fatti risalgono al 2008 quando la Sncf, la società che gestisce le ferrovie francesin ha licenziato uno dei suoi quadri dirigenti dopo aver scoperto che tra i file salvati sul suo computer in ufficio c'erano false attestazioni in favore di terzi e materiale pornografico. 

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La differenza tra file privati e pubblici

L'uomo ha perso tutti i ricorsi fatti dinanzi alla giustizia francese. I togati d'oltralpe hanno sposato, infatti, la posizione della Sncf secondo cui l'accesso ai documenti era lecito perché non erano etichettati, come previsto dal regolamento interno, come “privati” ma come “personali”. Inoltre i giudici francesi hanno tenuto conto del fatto che i file aperti occupavano gran parte dell'hard disk e che era quindi poco probabile che potessero essere di natura privata. Oggi i loro colleghi della Corte di Strasburgo gli hanno dato ragione.

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