Da Ue nuove norme anti-dumping

Lavoro e ambiente entrano tra i criteri per attivare le procedure. Sistema valido per tutti paesi OMC.

Industria tessile cinese. ANSA ARCHIVIO /ji

I salari e la protezione ambientale potranno essere usati per difendere le imprese europee dalla concorrenza sleale dei paesi terzi, Cina su tutti. È questa una delle principali novità dell’accordo raggiunto oggi tra Parlamento, Commissione e Consiglio Ue sulle nuove norme anti-dumping della Ue, norme da utilizzare verso tutti i paesi dell’OMC e che pertanto intendono superare l’attuale regime che differenzia le economie di mercato da quelle non di mercato nell’analisi dei casi di “distorsioni di mercato significative”, ossie nelle condizioni che permettono poi l'imposizione dei dazi.

Cambia onere della prova

Il nuovo sistema presenta un altro importante cambiamento: modifica l’onere della prova e la metodologia da seguire per chiedere l’apertura di un procedimento anti-dumping. Non toccherà più ai produttori ed esportatori stranieri dimostrare che non si giovano di sovvenzioni illegali abbassando i propri prezzi e costi, ma spetterà alla Commissione Ue indicare le “distorsioni significative” presenti in ogni paese terzo, tramite una relazione dettagliata sulla situazione specifica del settore produttivo e commerciale dello stato analizzato. Se un settore dell’industria europea noterà casi di dumping potenziale, potrà usare questa relazione della Commissione come base per la sua denuncia nelle sedi europee ed internazionali.

“Non resteremo a guardare mentre il nostro mercato è inondato da prodotti realizzati con pratiche commerciali sleali e tanti posti di lavoro sono minacciati. Sono fiducioso che la nuova metodologia continuerà a proteggere i nostri cittadini dai danni della globalizzazione". Salvatore Cicu, PPE-Fi, relatore della posizione del Parlamento Ue sulle nuove norme antidumping.

Le nuove norme – che entreranno in vigore dopo il voto a fine ottobre a Strasburgo e l’ok dei ministri del commercio dei 28 - prevedono anche dei sistemi di assistenza per le piccole e medie imprese, in particulare per la gestione dei reclami, e un ruolo attivo per le parti sociali, in particolare i sindacati, che potranno contribuire alle decisioni relative alle misure di difesa commerciale. 

Intervista a Salvatore Cicu, relatore per il Parlamento Ue su nuove norme antidumping

"Questa proposta – il commento di Alessia Mosca, S&D-PD e membro della Commissione Commercio Internazionale - è nata come risposta al problema del riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina. Inoltre, abbiamo inserito una definizione ampia di "dumping", che incorpora anche le distorsioni nelle retribuzioni, abbiamo ottenuto garanzie sull'esistenza e sulla qualità di un rapporto dettagliato volto a descrivere lo stato delle distorsioni in Cina e anche l'inserimento del concetto di "dumping ambientale".

Soddisfazione anche da BusinessEurope, la Confindustria Europea. “Il commercio giusto è il complemento necessario al libero commercio”, il commento del Direttore Generale Markus J. Beyrer, “salutiamo che l'Ue abbia scelto di dotarsi di robusti strumenti di difesa commerciale, rivedendo la sua legislazione antidumping nel rispetto delle regole dell'OMC e mantenendo lo stesso livello di protezione degli operatori economici dell'Ue”.

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