Ripresa economica in bilico, l'Ue pronta a concedere aiuti di Stato fino a metà 2021

Bruxelles verso l'estensione del regime d'emergenza che permette ai Governi di spendere soldi pubblici per salvare le imprese. La commissaria Vestager: "Dobbiamo proteggere il mercato Interno"

Margrethe Vestager - foto Commissione europea

Con l’aumento dei contagi, cresce in Europa la paura che quello che dovrebbe essere il momento della ripresa si trasformi in un nuovo e doloroso tonfo per l’economia reale. La Commissione europea ha per questo invitato gli Stati membri a prorogare fino al 30 giugno 2021 il quadro temporaneo sugli aiuto di Stato. Bruxelles è disposta a concedere una deroga alle regole Ue sulla concorrenza che altrimenti non consentirebbero ai Paesi di assegnare soldi pubblici alle imprese, salvo casi eccezionali e secondo un intransigente sistema di notifica e controllo da parte della Commissione. 

Adottato il 19 marzo 2020 per sostenere l'economia nel contesto dell'emergenza pandemica, il regime straordinario sugli aiuti di Stato potrebbe ora essere esteso fino a metà 2021. Oltre alla proroga delle disposizioni esistenti, la nuova proposta dell’esecutivo Ue include l'ampliamento dell'ambito di applicazione del regime per consentire agli Stati membri di contribuire ai costi fissi non coperti dalle entrate delle imprese e l'adeguamento delle condizioni relative alle misure di ricapitalizzazione, in particolare per quanto riguarda l'uscita dello Stato dalle imprese in cui è azionista. 

La vicepresidente Margrethe Vestager, responsabile della Concorrenza, ha dichiarato: “Negli ultimi sette mesi il nostro quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato ha reso possibile la messa a disposizione da parte degli Stati membri di quasi tremila miliardi di aiuti potenziali da destinare alle imprese più duramente colpite dalla crisi del coronavirus”. A fare la parte del leone negli aiuti è stata la Germania, che da sola ha erogato circa la metà delle risorse totali stanziate a livello Ue. A seguire, Italia e Francia sono stati gli altri due Paesi costretti a stanziare più risorse pubbliche a sostegno dell’economia.

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Oggi, prosegue la commissaria danese, “proponiamo di prorogare il quadro temporaneo fino alla metà dell'anno prossimo e di adattarlo alle esigenze costanti delle imprese, proteggendo al contempo il mercato unico dell’Ue”. “Decideremo come procedere dopo avere ascoltato il parere di tutti gli Stati membri”, ha aggiunto. Con riferimento invece alla ripresa verde e digitale, Vestager assicura che “le norme sugli aiuti di Stato avranno un ruolo importante da svolgere, fornendo orientamenti agli Stati membri affinché le limitate risorse pubbliche siano assegnate oculatamente, non escludano gli investimenti privati e sfruttino i vantaggi di una concorrenza effettiva”, ha concluso.

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