Bruxelles risponde a Trump: "Pronti a reagire rapidamente ed in modo appropriato" in caso di dazi

"Il commercio è una soluzione vincente per tutti, ma deve essere basato su regole eque", afferma il portavoce di Juncker, senza però specificare le eventuali ritorsioni. Allarme Coldiretti: "con 'America First' a rischio 40 miliardi di esportazioni dei nostri prodotti agroalimentari

ANSA/AP Photo/Michael Probst

"L'Unione Europea è pronta a reagire rapidamente e in modo appropriato nel caso si misure restrittive da parte degli Stati Uniti". Bruxelles non abbassa la guardia e di fronte alle minacce di dazi avanzata da Trump, risponde ipotizzando la via delle ritorsioni, peraltro l'arma maestra in caso di controversie commerciali.

Regole eque e chiare. Ma nessun dettaglio su che tipo di ritorsioni eventualmente adottare

E proprio parlando di commercio, il portavoce di Jean-Claude Juncker, Margaritis Schinas, ha chiarito che questo "può e deve essere win-win" nonché "equo e basato sulle regole". "Le politiche commerciali - ha insistito - non sono un gioco a somma zero, non si tratta di vincitori e vinti" in quanto "noi, nell'Unione europea, pensiamo che il commercio possa e debba essere una situazione vincente per tutti". E allo stesso tempo, "crediamo ugualmente che se il commercio deve essere aperto ed equo, deve essere anche basato sulle regole".

Dopo il chiarimento sui principi generali, la Commissione europea non ha però voluto fornire dettagli su che tipo misure potrebbe adottare nei confronti degli Usa in caso di necessità e nemmeno su che settori potrebbero concentrarsi le ritorsioni. Sul fronte del Ttip, il Trattato commerciale Ue-Usa, i negoziati, come già annunciato a settembre, "sono stati effettivamente fermati", anche se Bruxelles resta in linea di principio "impegnata a lavorare insieme agli Usa per un'ambiziosa agenda commerciale", come lo stesso Juncker ha ricordato a Trump in occasione della sua visita lo scorso anno a Bruxelles.

Allarme Coldiretti: "A rischio 40 miliardi di euro in esportazioni"

"La guerra commerciale con gli Stati Uniti mette a rischio 40 miliardi di esportazioni Made in Italy che hanno raggiunto nel 2017 il record storico grazie ad un aumento del 9,8% rispetto all’anno precedente". E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat ed a commento delle scaramucce verbali intercorse tra ieri ed oggi tra Trump e Bruxelles. 

"Gli Stati Uniti - sottolinea l'associazione di agricoltori – sono di gran lunga il principale mercato di riferimento per il Made in Italy fuori dall’Unione Europea con un impatto rilevante anche per l’agroalimentare. La nuova strategia USA 'America First' – precisa Coldiretti – sembra avere fino ad ora i primi effetti in una politica monetaria aggressiva che rischia di costare caro all’Italia considerando che le esportazioni di cibo e bevande negli States sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre".

Gli Usa rappresentano il terzo mercato per l'export di prodotti agroalimentari italiani, dopo Germania e Francia e davanti alla Gran Bretagna. Il vino è il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta.

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