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Venerdì, 27 Maggio 2022
Nuove tecnologie / Paesi Bassi

Si fa impiantare 32 microchip sottopelle, e ora paga con la mano

Grazie a questa operazione un trentasettenne olandese, che si definisce un "biohacker", può anche aprire porte e prendere la metro

Pagare la spesa senza carta, smartphone né contanti, ma semplicemente poggiando la mano sul terminale di pagamento, può sembrare fantascienza, ma è realtà. Patrick Pauman, un trentasettenne olandese, che si definisce un “biohacker” si è fatto impiantare 32 microchip sottopelle, coi quali può aprire porte, pagare nei negozi e prendere la metro.

L'impianto elettronico inserito sotto la pelle sostituisce chiavi elettroniche, biglietti da visita, carte di credito, biglietti del treno. Un accessorio che semplifica la vita quotidiana degli utilizzatori, e che, dicono i sostenitori, è un oggetto completamente passivo che emette dati solo quando si mette la mano su un lettore di carte Nfc (la tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio e ad alta frequenza che permette lo scambio di informazioni tra dispositivi, e che è presente anche nei nostri smartphone).

"La tecnologia continua a evolversi, quindi continuo a collezionarne di più. Non vorrei vivere senza di loro", racconta Pauman alla Bbc aggiungendo di non avere preoccupazioni né per la sicurezza né per la privacy. Gli impianti, spiega, “contengono lo stesso tipo di tecnologia che le persone utilizzano quotidianamente. Dai telecomandi per aprire le porte, alle carte bancarie o quelle per il trasporto pubblico". La procedura di inserimento del microchip, racconta Paumen è molto semplice, può essere fatta da un piercer e "fa male quanto qualcuno che ti pizzica la pelle".

A poco a poco, l'idea si sta facendo strada nella società, in Svezia sono oltre 4mila le persone ad aver deciso di impiantarsi dei microchip sottopelle, negli altri Paesi europei invece si parla di poche centinaia di persone. La tecnologia che prevede l'impianto di microchip nel corpo umano non è più una novità da decenni, ma quello è un caso estremo. La Bbc riporta però un sondaggio del 2021 condotto su 4mila europei che ha evidenziato come il 51 per cento degli intervistati prenderebbe in considerazione l'idea dell'installazione di un chip sottopelle.

Avere un chip Nfc impiantato sotto la pelle offre, secondo i suoi primi utilizzatori, molti vantaggi nella vita quotidiana. Per i suoi critici, la pratica è sintomatica di un desiderio di monitorare ancora di più la popolazione. Nada Kakabadse, professore di politica, governance ed etica alla Henley Business School della Reading University, è anche cauto sul futuro dei chip incorporati più avanzati. "C'è un lato oscuro della tecnologia che ha un potenziale di abuso", dice. "Per coloro che non amano la libertà individuale, si aprono nuovi e seducenti orizzonti per il controllo, la manipolazione e l'oppressione". "E chi possiede i dati? Chi ha accesso ai dati? Ed è etico mettere il chip alle persone come facciamo con gli animali domestici?". Il risultato, avverte, potrebbe essere "l'esautorazione di molti per i benefici di pochi".

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