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Sabato, 22 Giugno 2024
La batosta / Stati Uniti d'America

Facebook chiuderà in Italia?

Mega multa da 1,2 miliardi di euro contro Meta, a cui è stato ordinato di sospendere il trasferimento dei dati degli europei verso gli Stati Uniti, mettendo a rischio la sua stessa sopravvivenza nell'Ue

Batosta per Meta. L'azienda di Mark Zuckerberg è stata colpita da una multa record di 1,2 miliardi di euro decisa dal principale regolatore della privacy nell'Unione europea. Il colosso del web è accusato di aver trasferito i dati degli utenti europei negli Stati Uniti senza le necessarie salvaguardie e gli sono stati dati cinque messi per mettersi in regola con la legislazione comunitaria. La multa imposta dal Commissario irlandese per la protezione dei dati (Dpc), ha superato la precedente multa record di 746 milioni di euro comminata dal Lussemburgo ad Amazon.com Inc nel 2021. Meta ha dichiarato in un comunicato che ricorrerà in appello contro la sentenza, compresa la "multa ingiustificata e non necessaria", e chiederà la revoca degli ordini attraverso i tribunali. La battaglia legale apre addirittura la prospettiva estrema di uno stop alle operazioni nel vecchio continente e quindi in Italia.

Il Dpc ha rilevato che i flussi di dati Ue-Usa della piattaforma si sono basati su clausole contrattuali che "non hanno affrontato i rischi per i diritti e le libertà fondamentali" degli utenti, nonostante una precedente sentenza della Corte di giustizia dell'Ue nel 2020 abbia imposto alla piattaforma di proteggere meglio le informazioni delle persone dai programmi di sorveglianza invasivi degli Stati Uniti. Secondo la decisione del Dpc, Facebook ha cinque mesi di tempo per "sospendere qualsiasi futuro trasferimento di dati personali negli Stati Uniti" e sei mesi per cessare il trattamento (compresa la conservazione) di qualsiasi informazione personale di cittadini europei negli Stati Uniti che sia stata precedentemente trasferita in violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). "Questa decisione è errata, ingiustificata e costituisce un pericoloso precedente per le innumerevoli altre aziende che trasferiscono dati tra l'Ue e gli Usa", ha lamentato Nick Clegg, presidente di Meta per gli affari globali.

La lunga battaglia sui luoghi in cui Facebook conserva i suoi dati è iniziata un decennio fa, dopo che l'attivista austriaco per la privacy Max Schrems ha lanciato una sfida legale sul rischio di spionaggio da parte di Washington, alla luce delle rivelazioni dell'ex collaboratore dell'Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense Edward Snowden. Da allora si è provato a creare un quadro legislativo che permettesse di tutelare i cittadini e permettere alle aziende di operare.

Ma le piattaforme di social media si trovano in una situazione di limbo da quando, nel 2020, la Corte Ue del Lussemburgo ha stabilito che un precedente scudo per la privacy Ue-Usa non poteva essere utilizzato dalle aziende che cercavano di conformarsi al Gdpr, in quanto non proteggeva sufficientemente i dati degli utenti dalla sorveglianza degli Stati Uniti. Meta ha dichiarato il mese scorso di aspettarsi che un nuovo accordo tra le due sponde dell'Atlantico che facilita il trasferimento sicuro dei dati personali dei cittadini dell'Ue agli Stati Uniti possa essere trovato prima di dover fermare i trasferimenti, altrimenti resta in piedi la sua minaccia di sospendere i servizi di Facebook in Europa. I funzionari comunitari anno spiegato che il nuovo quadro di protezione dei dati, concordato da Bruxelles e Washington nel marzo dello scorso anno, potrebbe essere pronto per luglio, ma Meta ha anche avvertito che c'è la possibilità che non sia pronto in tempo.

Meta, come molte altre aziende tecnologiche con sede negli Usa, trasferisce i dati dall'Europa agli Stati Uniti, dove l'azienda gestisce i suoi principali centri dati per offrire i propri servizi. In assenza della possibilità di archiviare i dati degli utenti nel Paese, Meta potrebbe tentare di riorganizzare i propri sistemi per mantenere gran parte delle informazioni personali degli europei in Europa, ma un tale progetto sarebbe estremamente complesso. L'azienda di Zuckerberg ha per questo in passato spiegato che se le venisse ordinato di sospendere i trasferimenti, potrebbe essere costretta a smettere di offrire servizi nell'Ue, dove ha dichiarato di avere più di 255 milioni di utenti di Facebook. La regione europea rappresenta quasi un quarto delle entrate di Meta.

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