Sabato, 16 Ottobre 2021
Europa Today

Il pellet fa infuriare gli ambientalisti: no al piano Ue sulle biomasse

Nella sua nuova strategia, Bruxelles "salva" l'industria del legno. E si impegna a piantare almeno tre miliardi di alberi entro il 2030

Sacrificare le foreste per produrre pellet e generare energia, ma anche piantare nuovi alberi per assorbire più CO2 e contrastare il riscaldamento globale. L’accusa all'Ue di aver adottato una politica ambientale contraddittoria e potenzialmente capace di aggravare l’impatto umano sul clima è arrivata all’indomani della presentazione del pacchetto Fit for 55. Uno dei dodici provvedimenti adottati dalla Commissione europea - ora all’esame del Parlamento e del Consiglio Ue - prevede infatti di vietare l’utilizzo del legno dalle cosiddette foreste primarie - boschi antichi praticamente intatti, che rappresentano solo il 3% di tutte le foreste dell’Ue - per creare energia dalle biomasse. Il resto delle aree verdi potranno continuare ad essere sacrificate, accusano gli ambientalisti. 

Lina Burnelius, attivista alla guida dell’organizzazione svedese Protect the Forest, ha affermato al Guardian che la Commissione ha scelto “di sacrificare le foreste piuttosto che ammettere che l'attuale politica europea in materia di bioenergia sta peggiorando la crisi climatica”. “Basta con la combustione, non possiamo semplicemente passare dal bruciare un combustibile disastroso per il clima a un altro”, ha aggiunto riferendosi all’energia creata dagli inceneritori di biomasse.

Le critiche sono arrivate nonostante l’esecutivo europeo abbia approvato un altro provvedimento volto a piantare tre miliardi di alberi entro il 2030. “Le foreste - si legge nel documento Ue - sono un alleato essenziale nella lotta ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità”. “Funzionano come pozzi di carbonio e ci aiutano a ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici, ad esempio rinfrescando le città, proteggendoci da forti inondazioni e riducendo l'impatto della siccità”, ha precisato Palazzo Berlaymont nei giorni in cui le violente piogge che si sono abbattute sulla Germania e sul Belgio hanno causato oltre 120 vittime. “Sfortunatamente, le foreste europee soffrono di molte pressioni, incluso il cambiamento climatico”. 

Per questo motivo l’esecutivo europeo ha fissato una tabella di marcia per piantare altri “tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030, nel pieno rispetto dei principi ecologici: l'albero giusto al posto giusto per lo scopo giusto”, si legge nella nota di spiegazione del provvedimento. “Le foreste europee sono un prezioso patrimonio naturale che non può essere dato per scontato”, ha detto in conferenza stampa Virginijus Sinkevicius, commissario europeo all’Ambiente. “Proteggere, ripristinare e rafforzare la resilienza delle foreste europee è essenziale non solo per combattere le crisi climatiche e della biodiversità, ma anche per preservare le funzioni socioeconomiche delle foreste”, ha aggiunto il commissario.

Interrogato in merito alla contraddizione di non porre più paletti sull’energia da biomasse da una parte e piantare più alberi dall’altra, Sinkevicius ha sostenuto che “la maggior parte” degli Stati membri dell'Ue non bruciano interi alberi per la biomassa “perché economicamente non ha senso”. I produttori di biomassa “di solito” utilizzano parti di alberi “che non vengono utilizzate da nessun'altra parte” e il legno intero “viene utilizzato nella catena del valore per prodotti che immagazzinano carbonio per un tempo molto più lungo”. Una spiegazione che non ha placato le polemiche.

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