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Domenica, 29 Gennaio 2023
L'analisi / Finlandia

Perché il sistema scolastico finlandese è tra i migliori del mondo

Una famiglia del Paese baltico dopo essersi trasferita in Italia è scappata denunciando lo scarso livello delle nostre scuole rispetto alle loro. Ecco perché potrebbe avere ragione

Sta facendo discutere in Italia la storia della famiglia finlandese che dopo essersi trasferita in Italia da soli due mesi, ha deciso di lasciare il nostro Paese perché scandalizzata da quello che ritiene un livello troppo basso delle nostre scuole. La famiglia ha scritto una lettera aperta che ha aperto un dibattito nel nostro Paese che si è diviso tra chi riteneva i giudizi troppo severi e presuntuosi e chi puntava il dito contro il nostro sistema scolastico ritenendolo inadeguato. Di fatto se guardiamo alle statistiche e a diversi indicatori internazionali il paragone tra le scuole dello Stivale e quelle del Paese baltico non è proprio favorevole al nostro. Il sistema scolastico finlandese è unanimemente riconosciuto come uno dei migliori del mondo, mentre il nostro non si distingue particolarmente, anzi.

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Secondo il Pisa, l'indice dell'Ocse che esamina la misura in cui gli studenti hanno acquisito alcune delle conoscenze e delle competenze essenziali per una piena partecipazione alle società moderne, la Finlandia in Europa è seconda solo all'Estonia, e nella classifica mondiale si piazza al decimo posto. L'Italia invece si piazza tra le nazioni di seconda fascia (su tre), classificandosi al 34esimo posto. Lo studente medio in Finlandia ha ottenuto un punteggio di 516 punti, ben al di sopra della media Ocse di 488, quello italiano di 477. In generale il corpo docenti finlandese è tra i più giovani del blocco, con il 17% degli insegnanti che ha meno di 30 anni e il 51% che ha un'età inferiore ai 50 anni mentre solo il 32% ha dai 50 anni in su. Il confronto con il corpo docenti italiano è impietoso: da noi appena l'1% degli insegnanti è under 30 e il 58% è over 50.

Questo significa chiaramente che i programmi e le tecniche dell'insegnamento da loro sono più moderne e questo anche grazie a una formazione di alto livello. Nella nazione si diventa maestri dopo una dura selezione e una magistrale e una specializzazione, ma nel corso degli studi universitari i futuri insegnanti iniziano a fare pratica nelle scuole come docenti aggiunti, e questo gli permette di essere più pronti dal primo giorno in cui diventano di ruolo. Nella nazione lo status sociale dei suoi insegnanti è a un livello tale che poche professioni ne hanno uno superiore e, sebbene i professori universitari siano quelli con maggior prestigio, sono apprezzati tutti gli insegnanti senza distinzioni, al punto tale che la parola per definire questa professione è unica in tutti i livelli, e non ci sono differenze come da noi tra 'maestro' e 'professore'.

In Finlandia c'è una scuola unica obbligatoria, che si inizia a 7 anni e si finisce a 16, in questo modo non ci sono stacchi tra primaria e secondaria, come da noi che c'è lo stacco tra elementari, medie e superiori, e nemmeno esami in questi passaggi. Stare sempre con gli stessi compagni e in un ambiente scolastico in cui, anche se cambiano i maestri e le maestre, c'è conoscenza diretta dello studente, del suo percorso e delle sue capacità, aiuta il sistema a indirizzare e seguire meglio gli alunni. Fino ai 13 anni si fa a meno dei voti, per non mettere troppo stress sui più piccoli. E i risultati sembrano evidenti: nel suo report Education at a Glance, l'Ocse cita la Finlandia tra gli Stati in cui gli studenti non solo hanno ottenuto punteggi superiori alla media in lettura, ma hanno espresso meno paura di fallire rispetto allo studente delle altre nazioni.

Tra le cose innovative presenti nel loro sistema scolastico, citate come esempi positivi in diversi indici (e citate anche nella lettera della famiglia che ha lasciato il nostro Paese per trasferirsi in Spagna), c'è il fatto che per legge i maestri finlandesi devono concedere ai bambini una pausa di 15 minuti ogni ora di lezione. Secondo diversi studi questo aiuterebbe i più piccoli ad apprendere più facilmente. Come in altre scuole europee, nella nazione, a differenza che da noi, si tende a svolgere quasi tutti i compiti a scuola e a lasciarne pochissimi da fare a casa, in modo da lasciare più tempo ai bambini per il tempo di qualità da spendere con al famiglia e gli amici, altra cosa che fa a quanto pare molto bene alla loro salute mentale.

Come sottolinea un report dell'Eurydice, la rete europea di informazione sull'istruzione, "una caratteristica fondamentale", della cultura educativa finlandese è "quella di garantire pari opportunità a tutti", e a tal fine "sono previste misure di sostegno individuali per garantire che ogni alunno e studente possa raggiungere il suo pieno potenziale". Inoltre "le differenze tra le scuole sono minime e la qualità dell'insegnamento è elevata in tutto il Paese".

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