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L'europeista Scozia vorrebbe poter restare nell'Erasmus, ma per Bruxelles non è possibile

Secondo la presidente della Commissione l’unico modo che la nazione ha di partecipare al progetto di scambio per gli studenti è l’adesione di tutto il Regno Unito nel suo complesso, cosa che Johnson ha già escluso

La Scozia è la nazione del Regno Unito che più si è opposta alla Brexit, e adesso vorrebbe poter mantenere almeno un piede nell'Unione europea, e mantenere l'adesione al programma più amato, sicuramente dai giuìovani: l'Erasmus. Ma purtroppo non sarà possibile. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sostenuto che Edimburgo non potrà più continuare a far parte del programma di scambio di studenti dell’Ue perché come "nazione costitutiva" del Regno Unito, non potrebbe partecipare in maniera autonoma e indipendente. Con il divorzio da Bruxelles il premier inglese Boris Johnson ha deciso di ritirarsi dal programma perchè ritenuto “troppo costoso”, ma la sua scelta ha suscitato il disappunto della presidente scozzese, Nicola Sturgeon, secondo cui “porre fine alla partecipazione del Regno Unito all’Erasmus è vandalismo culturale da parte del governo britannico”.

La ricerca di una soluzione

Come spiega Politico, la decisione della presidente von der Leyen viene dopo una lettera firmata a gennaio da almeno 145 eurodeputati, coordinati dalla tedesca Terry Reintke, dei Verdi, che chiedevano alla Commissione di consentire alla Scozia e al Galles di rimanere nell’Erasmus+, citando una "aspirazione pronunciata" da parte delle due amministrazioni decentrate. Von der Leyen ha detto che Mariya Gabriel, la commissaria europeo per l'istruzione e la ricerca, aveva incontrato il suo omologo scozzese Richard Lochhead ed era "desiderosa di esplorare le opzioni per la partecipazione scozzese al programma." Ma nella sua risposta agli eurodeputati la presidente della Commissione ha detto che l'unico modo per un Paese all'interno del Regno Unito di partecipare di nuovo è la adesione della nazione "nel suo complesso” al progetto. “L'Ue ha offerto al Regno Unito una piena associazione al programma Erasmus+ con contributi finanziari standard riservati ai Paesi terzi che vogliono partecipare, ma dopo un anno di negoziati con il governo britannico, Londra ha deciso di ritirarsi", ha spiegato. Secondo Reintke, che durante i suoi studi ha partecipato al programma Erasmus+ con uno scambio proprio ad Edimburgo, gli eurodeputati organizzeranno un dibattito sulla questione in seno al Parlamento europeo. "Continueremo a esplorare come la Scozia e il Galles potrebbero rimanere in Erasmus", ha twittato.

Il nuovo programma inglese

Dopo l’uscita dal programma Erasmus+, il governo inglese ha lanciato un proprio programma nazionale di scambio universitario che prenderà il dal nome del pioniere informatico britannico Alan Turing. Il progetto dovrebbe sostituire il programma europeo con un iniziale finanziamento di 100 milioni di sterline. Alex Orr, consulente politico del Movimento europeo scozzese, ha detto alla rivista indipendentista scozzese The National che “una sostituzione con un programma nazionale non sarà mai in grado di replicare la ricchezza di opportunità per tutti i giovani, o aumentare gli stessi vantaggi reciproci del programma Erasmus", per questo ha invitato la Commissione europea riconsiderare la sua posizione.

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