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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Insegnanti nel mirino / Francia

La Francia vuole espellere dalle scuole gli studenti "radicalizzati"

La proposta del ministro dell'Istruzione arriva dopo l'omicidio di un professore da parte di un ex alunno. Arrestati anche i ragazzini che hanno chiamato per falsi allarmi bomba

Espellere gli studenti radicalizzati dalle scuole. Questa la nuova missione lanciata dal ministro dell'Istruzione Gabriel Attal annunciata la sera del 19 ottobre dopo che il ministro aveva partecipato in mattinata ai funerali del professore ucciso da un ex alunno nella cittadina di Arras, che secondo i testimoni lo ha pugnalato gridando 'Allah Akbar'. Dopo il riaccendersi delle tensioni in Medio oriente, l'Eliseo è alle prese anche con un'ondata di allarmi bomba, che riguardano sia gli istituti scolastici che edifici simbolo come il Louvre e la Reggia di Versailles. Da tempo le istituzioni scolastiche sono al centro di misure di controllo a difesa della laicità, con l'introduzione prima del divieto di indossare il velo poi quello dell'abaya, un abito tradizionale lungo che lascia scoperti solo il volto e le mani. Si tratta di misure che alcuni elementi della società transalpina reputano discriminanti nei confronti della comunità musulmana. Questa dell'allontanamento degli studenti "radicalizzati" potrebbe risultare ancora più problematica, perché si tratta di capire i criteri per individuarli e che fine faranno questi giovani, di solito minorenni. Intanto in prima linea rimangono gli insegnanti, spesso isolati nei difficili compiti educativi in una società multiculturale e complessa, i cui corpi diventano sempre più spesso l'obiettivo di attacchi furiosi e disperati di giovani disorientati.

Minacce da espellere

"Lavorerò con i miei colleghi degli Interni e della Giustizia su misure che ci permetteranno di allontanarli dalle nostre scuole", ha dichiarato al canale France 2 il ministro Attal in riferimento agli studenti reputati "radicalizzati". Il capo del dicastero ha indicato che la misura attiverà quando il personale scolastico "segnala alunni che, secondo loro, sono potenzialmente una minaccia (...) a causa di commenti che hanno fatto o di atti che hanno commesso", ha dichiarato Attal. "Il principio di protezione che voglio applicare a tutti i nostri alunni e al personale significa che dobbiamo trovare un'altra soluzione rispetto al mandarli a scuola", ha aggiunto il ministro. Rispetto a cosa succederà ai giovani allontanati dagli istituti scolastici, il capo del dicastero dell'Istruzione ha detto: "Dobbiamo pensare a strutture specializzate che possano accoglierli", aggiungendo che adotterà "tutte le misure precauzionali di esclusione necessarie". Quella dell'espulsione sarebbe una misura di extrema ratio, da adottare solo in seguito all'adozione di altre procedure disciplinari, avviate dopo aver contattato i pubblici ministeri. "Nei casi più gravi ho chiesto ai dirigenti scolastici che questi studenti venissero esclusi in via precauzionale, senza attendere il consiglio disciplinare", ha precisato Attal.

Insegnanti sotto attacco

La Francia è stata scossa la settimana scorsa dal brutale omicidio di Dominique Bernard, un insegnante pugnalato a morte davanti alla sua scuola da un ex studente di origini cecene. Il giovane di circa 20 anni, che avrebbe gridato "Allah Akhbar", è stato arrestato dalla polizia. Al professore ucciso a 57 anni è stata conferita la Legion d'Onore, la massima onorificenza della Repubblica transalpina. "È intervenuto per primo e ha salvato molte vite", aveva detto nel giorno dell'attentato il presidente francese Emmanuel Macron, che ha partecipato ai funerali del docente ad Arras, nel nord della Francia, con la moglie Brigitte. Nell'ottobre 2020 un altro insegnante, il 47enne Samuel Paty era stato decapitato da un islamista russo-ceceno di 18 anni. Il professore era diventato l'obiettivo degli estremisti per aver esposto in classe delle vignette satiriche che raffiguravano il profeta Maometto in una lezione dedicata alla libertà di parola. La "campagna di odio" su Internet contro l'insegnante era stata avviata dal padre di un'alunna sulla base di affermazioni false su quanto era stato detto dal professore in classe.

Già mille minori monitorati

Nel presentare la misura sull'allontanamento degli studenti, ancora al vaglio del governo, Attal ha precisato che la spinta alla radicalizzazione in alcune situazioni avviene "all’interno della famiglia o delle associazioni che ruotano attorno ad essa". Il ministro ha così esteso le responsabilità dei giovani a nuclei sociali più estesi, sottintendendo che non si tratterebbe di "lupi solitari" ma di ragazzi inseriti in un contesto di radicalizzazione più esteso. Poco prima in serata il ministro dell'Interno Gérald Darmanin parlando alla BfmTv aveva segnalato di aver già individuato "più di 1.000 minori con forme attive di islamismo". Darmanin ha poi precisato che alcuni lo sono perché un membro della loro famiglia è già particolarmente monitorato. Il numero dei minori potenzialmente radicalizzati a prescindere da componenti della famiglia, ha aggiunto il ministro, è "probabilmente" di diverse decine.

Punire gli autori degli allarmi bomba

Altro segnale che desta preoccupazione per l'Eliseo riguarda il numero degli "incidenti" rilevati durante il minuto di silenzio osservato il 16 ottobre nelle scuole medie e superiori durante l'omaggio a Dominique Bernard e Samuel Paty. Secondo il ministro dell'Istruzione sono stati notificati "poco più di 500 incidenti" da parte delle scuole, che hanno notato mancanza di rispetto e sensibilità per le due vittime. Ci sono poi da mettere in contro le false minacce di bombe rivolte agli istituti scolastici. Attal ha detto di averne elencate 75 nella sola giornata di giovedì 19 ottobre. In totale ne sono state segnalate 299 dall'inizio dell'anno scolastico. La reazione nei confronti di chi provoca questi allarmi è molto dura. "Abbiamo già arrestato studenti di 11, 12, 13, 14 o 15 anni e alcuni adulti", ha aggiunto il ministro. Anche se alcuni trovano esagerata la reazione delle istituzioni a fronte di quelle che sono reputate delle "bufale", il ministro ha ricordato che "nel contesto attuale ci sono studenti e professionisti dell'istruzione per i quali è profondamente traumatico". Le udienze per gli alunni arrestati si svolgeranno nei prossimi giorni e Attal ha assicurato che "ci saranno le condanne", ricordando che le pene massime per questo reato sono tre anni di reclusione e 50mila euro di multa.

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