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Giovedì, 13 Giugno 2024
Stretta sui delinquenti / Danimarca

Il Paese che contro le baby gang unisce il pugno duro al sostegno sociale

Il governo danese ha varato un pacchetto per affrontare la criminalità, che assorbe soprattutto i giovani provenienti da minoranze etniche. Prevista anche una stretta sulle criptovalute

Un pacchetto sicurezza a 360 gradi quello varato dal governo danese per contrastare la criminalità organizzata nel Paese. La Danimarca ha affrontato negli ultimi anni un'espansione delle bande di delinquenti, dove affluiscono soprattutto giovani e giovanissimi. Attratti da guadagni facili, i ragazzi trovano spesso nelle bande anche un "sistema" in grado di accoglierli e farli uscire dalle situazioni di precarietà ed esclusione sociale in cui versano le loro famiglie. Non si stratta del primo sforzo del Paese scandinavo per arginare un fenomeno per larghi tratti nuovo all'interno di una società che per anni ha brillato in Europa per civiltà, tolleranza e livelli criminali molto bassi. La situazione è cambiata in modo radicale e il governo intende agire su più fronti, partendo innanzitutto dalla prevenzione, con un rafforzamento importante delle reti che coinvolgono scuole, Comuni, autorità del sociale e polizia, per evitare che i giovani vengano rapidamente risucchiati dal vortice della criminalità. Una strategia che potrebbe ispirare anche il governo italiano, dove l'ennesima stesa a Caivano ha dimostrato che una giornata di arresti e perquisizioni non basta a ripulire e far risorgere i quartieri in difficoltà.

Conflitti tra bande

Nel Paese del Nord Europa è in corso, tra gli altri, un conflitto tra gli Hells Angels, un'organizzazione internazionale di motociclisti ritenuta illegale in molti Paesi, e la gang Loyal to Familia, già dichiarata fuorilegge. Gli ultimi episodi riconducibili a conflitti tra bande sono una sparatoria a Christiania, la storica Città Libera autogovernata diventata ormai un rifugio per pusher, e un'esplosione in un quartiere residenziale di Copenaghen. La situazione ha spinto il Ministro della Giustizia Peter Hummelgaard a presentare un pacchetto che include una serie di iniziative per combattere le nuove modalità di lavoro delle gang. "Le bande significano violenza, sparatorie, omicidi e accoltellamenti in luoghi pubblici. E con un’audacia mai vista prima", ha detto alla stampa il primo ministro socialdemocratico Mette Frederiksen durante la presentazione delle misure. "Le bande reclutano bambini e li coinvolgono in attività criminali”, ha aggiunto il premier danese. Le misure sono in totale 39 e includono l'utilizzo di agenti civili e pene più severe. Un asset innovativo riguarda i controlli finanziari, con nuovi agenti specializzati nel seguire le criptovalute, che costituiscono ormai una fonte importante di finanziamento per queste organizzazioni. Il pacchetto verrà ora sottoposto al voto in parlamento, con i partiti invitati a negoziare in tempi brevi eventuali modifiche.

Reti sociali per i giovani

Secondo i calcoli del Ministero della Giustizia, quasi la metà (46%) dei membri delle bande ha meno di 25 anni. Il governo ha tenuto a sottolineare anche gli ambienti da cui provengono principalmente i delinquenti. "Una parte significativa delle bande è composta da giovani provenienti da minoranze. Sono scarsamente integrati in Danimarca e molti di loro vogliono una società parallela con un proprio codice d'onore e regole diverse", ha detto Frederiksen. "A loro non interessa il numero delle vittime. Ecco perché bisogna combattere le bande, altrimenti saranno loro a dettare i termini. Ciò è antidemocratico, pericoloso, anti-danese e sbagliato", ha aggiunto il primo ministro. Una delle assi portanti del pacchetto riguarda la prevenzione: fondamentale prendersi cura dei giovani ai margini in modo tale che siano le istituzioni a prendersi cura di loro anziché le bande criminali. Numerose le esperienze testate nel Paese che dimostrano che i giovani che svolgono attività ricreative hanno poi risultati migliori nell'istruzione e nell'occupazione.

Il ministro ha quindi deciso di ampliare la cosiddetta cooperazione Ssp, cioè una collaborazione tra scuole, autorità sociali e polizia. Questa rete è già presente in gran parte dei comuni danesi e ha visto progressivamente il coinvolgimento anche di centri per l'impiego, delle organizzazioni per l'orientamento scolastico e le organizzazioni sportive. Adesso il governo punta a far diventare questa cooperazione più capillare e più determinata a sottrarre i giovani dall'ambiente criminale, supportando in particolare coloro che hanno membri della famiglia già inseriti nelle bande. È quindi prevista una maggiore condivisione delle informazioni, ad esempio quelle relative alle condanne degli adulti per reati legati alle gang. L'obiettivo è quello di permettere ai Comuni di reagire più tempestivamente, prevedendo come extrema ratio anche quella di collocare i minori fuori dalla famiglia.

Appello alle famiglie

Una misura propone inoltre ai Comuni di offrire un lavoro a pagamento per i giovani tra i 13 e i 17 anni. Secondo il governo questo finanziamento può motivarli ad abbandonare l'ambiente criminale potendo accedere ad un'autonomia finanziaria. Il primo ministro ha fatto però appello anche alle famiglie affinché si rendano maggiormente responsabili delle azioni dei figli. "Dovete fare tutto ciò che è in vostro potere per fermare questa spirale di violenza. Non è questo il motivo principale per cui siete venuti in Danimarca", ha dichiarato durante la conferenza stampa, sottolineando come "anche le famiglie hanno la responsabilità di fermare tutto questo".

Fare terra bruciata nell'ambiente criminale

Altro asse portante è quello della giustizia. Il pacchetto prevede modifiche al Codice penale, con condanne più severe e misure capillari. Se approvato, potranno essere condannate le persone che contribuiscono al coinvolgimento di un giovane di età inferiore ai 18 anni nella criminalità. È previsto poi il divieto di residenza per persone condannate, alle quali una volta rilasciate viene impedito di soggiornare in determinate aree, quelle dove hanno maggiori contatti con altri membri delle band o dove sono insediate le attività criminali. A questa misura si assocerebbe quella del "divieto di contatto" al fine di impedire rapporti tra i vari condannati affiliati alle band, in caso contrario verrebbero rispediti in prigione. L'affiliazione poi non verrebbe più verificata al momento della condanna (essendo troppo difficile dimostrarlo), ma al momento in cui si commette il reato. Un'altra proposta prevede di inasprire le pene per la cosiddetta violenza umiliante, come nei casi in cui una persona è costretta a baciare le scarpe dell'aggressore o viene inzuppata di urina da parte dei membri delle gang. L'umiliazione viene filmata e condivisa sui social media. Secondo il governo, la violenza umiliante deve essere inclusa come circostanza aggravante, determinando pene più severe.

Stretta sui coltelli

Misure specifiche sono previste contro l'uso delle armi negli spazi pubblici, includendo i coltelli nella sezione penale che permette di raddoppiare la pena per violenza e minacce se il reato si verifica in relazione a una resa dei conti nell'ambiente delle bande. Le "circostanze aggravate" dovrebbero essere ampliate per includere il possesso illegale di un coltello nelle scuole e sui trasporti pubblici. Nel caso in cui si possegga una scorta di armi, il governo vuole innalzare le pene da 8 a 16 anni di carcere, mentre oggi sono previsti dai due agli otto anni di carcere. Le autorità prevedono inoltre un maggiore controllo sui club di tiro, dove si ritiene che gli individui legati alle gang imparino a sparare e a maneggiare le armi. Il governo propone, tra l'altro, di introdurre un registro elettronico obbligatorio e di ridurre il numero di tiri di prova che una persona può effettuare. È prevista inoltre un'azione, già avvenuta in passato, in cui i membri delle bande possono consegnare alla polizia le armi illegali senza timore di essere puniti.

Controlli sulle criptovalute

Un asset innovativo riguarda poi i controlli finanziari, con nuovi agenti specializzati nel seguire le criptovalute, che costituiscono ormai una fonte importante di finanziamento per queste organizzazioni. Secondo la Polizia nazionale danese, i crimini finanziari sono diventati più raffinati e complessi, con le bande che sfruttano l'accesso digitalizzato per creare conti bancari e società, come pure per usare le criptovalute. A questo proposito il ministro propone di ampliare la cosiddetta cooperazione "Al Capone", che prevede la collaborazione tra comuni, polizia e autorità fiscali per contrastare la criminalità finanziaria. Sotto la guida dell'Nsk (Unità nazionale per i crimini speciali), le autorità prevedono di esaminare regolarmente la situazione finanziaria dei membri delle gang. Verrà poi aggiunto personale specializzato per rafforzare le indagini della polizia sulle criptovalute e stanziati specifici fondi per l'acquisto di software in grado di analizzare le tracce delle criptovaluta. I crimini finanziari delle bande verranno punti con pene raddoppiate.

Più spazio alle intercettazioni

La polizia godrà di una cassetta degli attrezzi più ampia. Si potrà ricorrere più facilmente agli agenti civili, già noti nelle comunità, che potranno così avvicinare dall'interno l'ambiente delle bande. Il governo punta anche ad ampliare l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, di modo tale che possano essere utilizzate in relazione a più tipi di crimini, compresi quelli economici, ed anche nelle carceri e nei centri di detenzione. Si punta a istituire una una piattaforma tecnologica presso la polizia, in grado di decriptare le comunicazioni delle bande. Per agevolare la possibilità di allontanarsi dall'ambiente criminale, il ministro vuole offrire la possibilità di includere i parenti più stretti in un trasferimento temporaneo. Infine, tenuto conto della capacità di queste organizzazioni di gestire a livello transnazionali i propri affari, in particolare quelli legai alle droghe, verranno stanziati fondi aggiuntivi per rafforzare la cooperazione della polizia danese con le forze di polizia degli altri Paesi nordici, facilitando inoltre il rapido allontanamento dalla Danimarca dei membri delle bande condannati all'espulsione.

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