"Bamboccioni d’Europa": aumentano i giovani che vivono con mamma e papà. Non solo in Italia

L'Italia al terzo posto nella classifica dei Paesi in cui i ragazzi fino a 29 anni sono ancora a casa con i genitori ma il fenomeno è in crescita ovunque

Sorpresa: i ‘bamboccioni’ non sono solo in Italia. I figli in età da lavoro (16-29 anni) che vivono a casa con mamma e papà sono tanti soprattutto di Croazia (93,1 %), e Slovacchia (89,2 %), con il Belpaese sul podio della classifica (88,3 %) stilata da Eurostat. Ma il fenomeno è in realtà diffuso in tutta Europa. Nel 2017 in tutta l’Ue erano praticamente sette giovani su dieci (68,2%) a vivere ancora a casa dei genitori.

Erano praticamente sette giovani su dieci (68,2%) a vivere ancora a casa dei genitori. Sono soprattutto i figli maschi (73,3%) più inclini a recitare il ruolo di ‘Tangui’, rispetto alle coatanee dell’altro sesso (62,9%). In ogni Stato membro la proporzione di giovani donne all’interno del nido familiare risulta inferiore a quella degli uomini. Ma questo non cambia comunque la situazione in Paesi quali Malta e Croazia, dove otto ragazze su dieci restano a casa (82,4% e 82,3% rispettivamente).

Bamboccioni ‘made in Italy’, ma aumentano nell’Ue

Il fenomeno non si arresta. La quota di 16-29enni che vive a casa dai genitori aumenta dal 66% al 68,2% dal 2011 a oggi, periodo durante il quale si è assistito solo a momentanee leggere flessioni (-0,1%). In questo contesto l’Italia non si distingue come esempio di eccellenza. Nel 2008, anno dello scoppio della crisi, i giovani mammoni dello Stivale erano il 78,5%, al 2017 sono saliti all’84,%.

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Non è una scelta

L’assenza di lavoro o un’occupazione poco retribuita sono certamente alla base del fenomeno per molti. Più di un quarto dei giovani europei di età compresa tra i 16 e i 29 anni (27,7%) risultava a rischio povertà o esclusione sociale nel 2017, con picchi superiori al 40% in Bulgaria e Romania. Praticamente in tutto il territorio dell’Ue 21,8 milioni di giovani risultavano in stato di vulnerabilità.

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