Venerdì, 22 Ottobre 2021
Europa Today

Un aereo militare per sole 7 persone: l'evacuazione fiasco da Kabul divide la Germania

Polemiche per i ritardi di Berlino. Già a giugno i Verdi avevano chiesto di intervenire per salvare personale e collaboratori afghani. Ma il governo respinse la mozione

La Germania si è impegnata a evacuare circa 10mila persone dall'Afghanistan, non solo cittadini tedeschi, ma anche tutti coloro che in questi anni hanno lavorato con l'esercito di Berlino, e che ora rischiano si venire puniti dai talebani. Ma il ponte aereo è cominciato male: il primo veivolo militare inviato a Kabul ha consentito di mettere in salvo appena 7 persone. Dovevano essere almeno 140. Un fiasco che ha suscitato non poche polemiche in Germania, tanto più viste le imminenti elezioni generali.

Secondo quanto spiegato dal governo tedesco, un A400 ha cercato più volte di atterrare nella capitale afghana, ma senza successo. Solo dopo una sosta in Uzbekistan per rifornirsi di carburante, l'aereo militare è riuscito a tornare a Kabul e, stavolta, ad atterrare nell'aeroporto gestito ancora dagli Usa. Ma a questo punto ad attenderlo c'erano appena 7 persone. "Abbiamo avuto pochissimo tempo, quindi abbiamo preso a bordo solo chi era sul posto", ha spiegato la ministra della Difesa Annegret Kramp-Karrenabuer, che ha aggiunto che comunque il principale obiettivo del primo volo era il trasporto dei soldati che dovranno organizzare e proteggere il resto delle operazioni di evacuazione.

Ma la giustificazione non è bastata ai partiti di opposizione tedeschi, in particolare a Verdi, sinistra e liberali, che già a giugno avevano chiesto al governo di evacuare il personale diplomatico e i lavoratori afghani legati a Berlino. Le mozioni presentate all'epoca furono respinte dai due partiti di maggioranza, la Cdu/Csu di Angela Merkel e del candidato alla successione Armin Laschet, e i socialdemocratici di Olaf Scholz, avversario di Laschet nella corsa alla cancelleria. Il ministro degli Esteri Heiko Maas si era persino detto fiducioso che il processo di pace tra i talebani e il governo afghano avesse una possibilità di successo. Oggi Maas è stato costretto ad ammettere che "abbiamo tutti frainteso la situazione". 

Per tutti, si intende anche Merkel, che avrebbe riconosciuto in una riunione con i leader della Cdu/Csu il grave errore di valutazione. La presunta autocritica non ha fermato le polemiche, anche di autorevoli commentatori come quelli del Der Spiegel:  “Il disastro in Afghanistan è anche il disastro della Merkel”, si legge in un editoriale. "Le immagini drammatiche e caotiche dell'Afghanistan rimarranno collegate a lei, come una fine vergognosa del suo periodo in carica".  Per non venire azzoppato nella sua corsa, Laschet, già al centro di una gaffe durante l'alluvione di luglio, ha cercato di prendere le distanze dal governo, chiedendo una "indagine spietata" sul motivo per cui i diplomatici e i funzionari dell'intelligence non sono riusciti a valutare con precisione ciò che stava accadendo in Afghanistan. 

Ad accrescere lo smacco dei tedeschi, il fatto che alcuni membri del personale siano stati salvati da aerei Usa. Tutti elementi che giocano a favore di Annalena Baerbock, la candidata dei Verdi, che può serenamente dire di aver previsto tutto. Ma non di essere stata ascoltata dai suoi avversari nella corsa alla cancelleria. Il governo di Berlino ha ancora modo di riparare agli errori, ma deve fare in fretta. Poche ora dopo il primo volo, un altro veivolo militare ha potuto atterrare a Kabul, stavolta mettendo in salvo 125 persone.

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