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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
La relazione delle polemiche

L'Europa vuole equiparare il vino alle sigarette?

Diverse associazioni di produttori temono che presto Bruxelles potrebbe imporre un'etichettatura che segnali il rischio di cancro legato al consumo. Ma le cose non stanno esattamente così

Nell'Unione europea presto gli alcolici saranno equiparati alle sigarette e le bottiglie di vino e birra saranno marchiate con etichette che ci avvisano che il loro consumo rischia di farci venire il cancro? Assolutamente no, ma il rischio è stato paventato ultimamente da diverse associazioni di produttori e da alcuni politici del nostro Paese.

A destare preoccupazione è una risoluzione del Parlamento europeo, che sarà approvata domani durante la Plenaria di Strasburgo, frutto dei lavori della commissione straordinaria Beca (Beating Cancer, sconfiggere il cancro). Si tratta di un rapporto con dei suggerimenti in vista di un possibile piano europeo per la lotta contro i tumori. Le preoccupazioni italiane sono quantomeno eccessive in quanto innanzitutto stiamo parlando di un testo non legislativo, la cui approvazione non comporterà alcun vincolo o impegno né per la Commissione né tanto meno per gli Stati.

Bisogna riconoscere però che si tratta comunque di un parere autorevole, una risoluzione votata dai rappresentanti dei cittadini europei, che potrebbe un giorno trasformarsi in un'indicazione per una possibile legislazione comunitaria in materia (cosa che comunque, anche se accadesse, richiederebbe probabilmente anni). Il timore dei produttori è che l'alcol possa essere correlato all'insorgenza di tumori, cosa che di fatto, piaccia o no, è riconosciuto da autorevoli studi scientifici. Il punto però è capire bene cosa hanno detto questi studi e stabilire se esistono delle quantità di vino o liquori che possiamo bere senza paura.

Diversi emendamenti presentati al testo, e che hanno un appoggio piuttosto trasversale dell'Aula, puntano proprio a fare ciò. In questo senso sono quattro gli emendamenti chiave in discussione (disponibili qui). Innanzitutto il 34 e il 37 che mirano a cambiare due frasi del testo in cui al momento si rammenta che, secondo lo Iarc “il consumo di alcol è un fattore di rischio per molti carcinomi”, aggiungendo che il fattore di rischio non è il consumo in sé, ma quello “nocivo”, cioè eccessivo, non responsabile. L'emendamento 36 mira poi a eliminare del tutto il rischio che venga richiesta una forma di etichettatura simile a quella delle sigarette. Per farlo si punta a modificare la frase in cui si parla della necessità di migliorare l'etichettatura delle bevande alcoliche “con l'inclusione di avvertenze per la salute”, chiedendo piuttosto l'inclusione “di informazioni su un consumo moderato e responsabile”.

Infine nell'emendamento 35 si punta a spiegare meglio gli avvertimenti che sono arrivati dallo studio del Lancet (disponibile qui), menzionato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, che parla appunto della correlazione tra il consumo di alcol e l'insorgenza di tumori. Al momento nel testo si sostiene che tale studio sostenga che “non esiste un livello sicuro di consumo”, mentre i deputati puntano a rimodulare la frase specificando che “il livello più sicuro di consumo di alcol non esiste”. La modifica può sembrare davvero sottile ma anche in questo caso è un modo per ribadire che non è vero che un qualsiasi consumo di alcool è nocivo, anche quello responsabile e moderato, e infatti la ricerca pubblicata su Lancet non chiede di eliminare il consumo, ma di ridurlo.

Anche la Commissione europea ha voluto ribadire che “non c'è alcuna intenzione di prendere di mira una cultura gastronomica”, come quella del vino, ma che “il nostro lavoro sarà basato su dati scientifici". Intervenendo in plenaria a Strasburgo lo ha garantito la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, parlando della strategia Ue della lotta contro il cancro in cui si sottolinea come non solo il tabacco ma anche l'alcol è dimostrato che abbia un ruolo nell'insorgenza del cancro, e per questo bisogna agire per portare a una riduzione dei consumi degli europei di almeno il 10 per cento. Anche qui bisogna però ricordare che una Strategia non è una direttiva, dà indirizzi ma non è vincolante, e che al momento le etichettature sullo stile delle sigarette non sono comunque contemplate.

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