Il semaforo alimentare arriva anche in Francia: "Prodotti italiani a rischio"

Le aziende del Belpaese protestano per il sistema che, come nel Regno Unito, penalizzerebbe le nostre eccellenze come il prosciutto crudo e il parmigiano. Assolatte: “Approccio semplicistico che non aiuta a comprendere il contributo che ogni alimento apporta alla dieta”

ANSA/ COLDIRETTI

Dopo il Regno Unito anche in Francia arriva il cosiddetto “semaforo alimentare”. Il governo di Parigi ha dato il via libera al Nutri-Score, un sistema di etichettatura che si baserà su cinque colori che andranno dal verde intenso al rosso (non su tre come a Londra), e il colori saranno assegnati agli alimenti in funzione sia del loro contenuto di nutrienti positivi (fibre, proteine, frutta, verdura) sia del loro apporto di nutrienti che favoriscono l’obesità (zucchero, sale, acidi grassi saturi).

Questa etichetta, che sarà volontaria, valuterà l'intero prodotto e non soltanto gli ingredienti che lo compongono. Al momento hanno aderito già catene commerciali e produttori come Auchan, Leclerc, Intermarché, Fleury Michon, Danone e Mc Cain.

Le reazioni

Per Coldiretti, come l'etichetta voluta da Londra, anche questa penalizzerà prodotti italiani d'eccellenza come Parmigiano reggiano, Grana padano, prosciutto, salame e olio. “Sicuramente quasi tutti i formaggi, compreso il Parmigiano scivolano nella categoria arancione, la quarta delle cinque ammissibili. Nella categorie verdi, entrerà qualche formaggio industriale degrassato”, osserva Riccardo Deserti, dg del Consorzio del Parmigiano reggiano, che comunque avverte: “Dovremo però attendere le norme applicative del decreto” per capire meglio come staranno le cose.

Cos'è Nutri-Score

"Nutri-Score si basa su un approccio semplicistico e non aiuta a comprendere il contributo, in termini di nutrienti, che ogni alimento apporta alla dieta, in palese contrasto con il principio secondo cui ogni cibo ha un suo posto nella dieta e inducendo i consumatori ad acquistare prevalentemente alimenti con il 'colore verde' senza valutare l'equilibrio della propria dieta”, afferma Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte secondo cui il sistema “rischia di bollare come negativi degli alimenti di elevata qualità e di grande valore nutrizionale, facendo dimenticare che non è il singolo alimento a determinare sovrappeso o rischi per la salute ma sono piuttosto la qualità complessiva della dieta e lo stile di vita adottato dal consumatore”.

M5s: "Paradossale"

Parla di “risultato paradossale” l'eurodeputato 5 Stelle Marco Zullo nel commentare l'etichetta francese che a suo dire “mette il bollino rosso alle nostre eccellenze quali il Parmigiano Reggiano, l’ olio d’oliva, la mozzarella, il Prosciutto di Parma, il Grana Padano”, mentre dà il verde a “prodotti usciti dai laboratori e studiati a tavolino per rispettare i rigidi canoni di questa normativa”. Proprio nel Regno Unito, ricorda l'eurodeputato, “alcune bevande gassate di marche note sono riuscite a ottenere artificiosamente un bollino verde su tutti i fronti: la Cola di una famosa catena di supermercati ha il bollino verde”, e tutto ciò “è inammissibile”.

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“Continuerò a fare pressioni affinché questo regolamento sia abrogato”, promette Zullo secondo cui “una proposta per migliorare questo tipo di etichette potrebbe essere quella di affiancare ai valori nutrizionali le quantità che l’Organizzazione Mondiale per la Salute consiglia di consumare. In modo da rendere più comprensibili le etichette, ma senza banalizzare e distorcere le informazioni”.  

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