Quante false verità nei supermercati, i Consumatori europei chiedono una normativa Ue sui profili nutrizionali dei cibi

Prodotti pieni di zinco, ferro e fibre, ma anche di zuccheri e grassi, uno studio della Beuc mette a nudo le informazioni fuorvianti contenute nelle etichette alimentari. Ci vuole una nuova norma Ue, insistono i consumatori. Ma a Bruxelles è battaglia tra chi vuole i semafori e chi no

ANSA/LUCA ZENNARO

Nei supermercati ci vogliono i semafori. A chiedere con decisione lo sblocco delle etichette con i profili nutrizionali è la Beuc, l'organizzazione dei consumatori europei. E lo fa con un nuovo rapporto in cui si dimostra, etichette alla mano, come sui nostri cibi abbondino le informazioni fuorvianti e quelle lacunose. Si va dal caso del cacao solubile in polvere che si vanta di essere ricco di 'ferro e zinco', che effettivamente fanno bene alla salute, ma che ha anche il 75% di zuccheri, che tanto bene non fanno, ai biscotti 'fonte di fibre' che però, oltre alle fibre, hanno pure oltre il 10% di grassi saturi.  

Con queste prove, l'organizzazione dei consumatori europei è tornata alla carica per chiedere l'intervento delle istituzioni Ue contro le indicazioni ingannevoli sulle confezioni degli alimenti e lo sblocco dei 'profili nutrizionali', che la Commissione avrebbe dovuto adottare nell'ormai lontano 2009. Si tratta di valori soglia per grassi, zuccheri o sale, superati i quali un prodotto non potrebbe vantare vantaggi nutrizionali o sulla salute. 

Lo studio dei consumatori europei

Durante l'ultimo mese la Beuc e 11 suoi membri locali, tra cui l'organizzazione italiana Altroconsumo, hanno monitorato i rispettivi mercati nazionali. E anche in quello italiano, spiegano da Altroconsumo, ci sono "molti prodotti che, utilizzando vari slogan, vantano benefici nutrizionali perché ricchi o arricchiti di vitamine, sali minerali o fibre ma che, allo stesso tempo, hanno un alto contenuto di zuccheri, grassi o sale. Questi slogan sulle confezioni confondono il consumatore e rendono più difficile una scelta consapevole".

"E' una situazione inaccettabile - aggiunge Monique Goyens di Beuc - delle regole esistono già, ma è evidente che non sono sufficienti, è tempo che l'Ue agisca adottando i profili nutrizionali".

Semafori sì, semafori no, la battaglia che ritarda la norma Ue

E qui si entra nella battaglia comunitaria. La Beuc vorrebbe di fatto che l'intera Ue introducesse il semaforo francese, il Nutri-Score, approvato per decreto l'ottobre scorso da Parigi. Un sistema che però si scontra contro il no risoluto dell'Italia, tanto del governo quanto di Coldiretti. E proprio l'associazione agricola, assieme a Federalimentare e alla federazione europea dei produttori di latte e formaggi, ha in programma per martedì prossimo un seminario al Parlamento Ue sul tema delle etichette alimentari

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Un evento, si legge in una nota di Coldiretti, nato dalla necessità di agire contro "il diffondersi in Europa di sistemi di etichettatura a semaforo che rischiano di essere fuorvianti per le scelte dei consumatori e di colpire ingiustamente produzione di riconosciuta qualità". In sostanza perle del Made in Italy, come il Parmiggiano Reggiano o il Grana Padano. Lo slogan di Coldiretti è "a Bruxelles contro l'etichetta che inganna". La stessa però, che è la preferita dalle organizzazioni di consumatori europei. 

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