Olio tunisino importato senza dazi? L'Ue smentisce

Non avrebbe basi la protesta del Movimento 5 stelle su una presunta proroga dell'esenzione alle tariffe sulle esportazioni dell'extra vergine. La misura, valida nel 2016 e nel 2017, era stata concordata tra Bruxelles e lo Stato africano come forma di solidarietà dopo l'attentato al museo del Bardo

Nuovi contingenti a dazio zero per l'olio tunisino, semmai fossero accordati, farebbero parte di un mini-pacchetto con concessioni reciproche che, comunque, non sarà finalizzato di qui alla fine dell'anno. E' quanto ha riferito una fonte comunitaria all'Ansa.

Secondo quanto riporta l'agenzia stampa, "fonti Ue vicine al dossier sembrano escludere l'ipotesi circolata nelle scorse settimane, secondo cui l'Ue sarebbe stata pronta a rinnovare nel 2018 le concessioni straordinarie fatte a Tunisi dopo gli attentati terroristici del 2015, con l'apertura di una quota supplementare per l'import a dazio zero di 35mila tonnellate di olio d'oliva per il 2016 e altrettante per il 2017, in aggiunta al contingente da 56.700 tonnellate già in vigore dal 1995".

Il caso era stato sollevato da Confagricoltura e aveva trovato cassa di risonanza grazie al Movimento 5 stelle. “Errare è umano, perseverare è diabolico. In Italia il settore è già in ginocchio, dobbiamo evitare una umiliazione del Made in Italy”, aveva dichiarato l’europarlamentare M5s, Ignazio Corrao.

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Un provvedimento solidale

Il provvedimento fu deciso come forma di solidarietà dopo gli attentati al museo del Bardo di Tunisi e quello al resort turistico di Susa, che avevano messo in crisi il settore del turismo locale. Allora Bruxelles aveva accettato di aggiungere 35mila tonnellate all’anno alle 57.700 senza dazio già previste dall’accordo di associazione tra Ue e Tunisia, scatenando però le proteste del settore agricolo, soprattutto italiano. Approvando il testo in Aula i deputati avevano però già allora inserito un emendamento che cancellava la possibilità di prolungare le misure d’emergenza oltre il periodo iniziale stabilito di due anni, e la proroga risulta quindi davvero improbabile, perché richiederebbe un nuovo iter legislativo per essere (eventualmente) approvata. 

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