La Brexit farà stringere la cinghia agli agricoltori italiani: da -3,4 a -9,7 miliardi di fondi Pac

Secondo le simulazioni della Commissione europea l'uscita di Londra e la necessità di finanziare nuove politiche produrrà pesanti tagli in agricoltura. I settori più colpiti, allevamento, cereali e culture proteiche.

© European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service

Brexit dolorosa anche per gli agricoltori italiani, chiamati a tirare la cinghia per via dell'addio di Londra al club comunitario ed al venir meno dell'apporto britannico all'erario comunitario. A svelarlo è oggi l'Ansa, che anticipa una triplice simulazione della Commissione europea in cui, comunque vada, si disegna un futuro più magro per la campagna italiana con una riduzione dai 3,4 ai 9,7 miliardi di euro dei fondi della Pac, la Politica agricola comune, per il periodo 2021-2028. Le cifre ballano di molto e sono figlie di tre scenari diversi: ipotetico taglio del bilancio della Pac del 15%, taglio del 30% e status quo. 

I tre scenari

Il primo scenario, denominato 'di riferimento', applica un taglio lineare in tutti i settori di azione della politica agricola comune degli stanziamenti attuali della Pac del 15% a prezzi correnti, il secondo ripete l'esercizio con tagli del 30%, mentre la terza ipotesi è, appunto, quella di non cambiare nulla. Oltre al venir meno del gettito britannico, il futuro bilancio pluriennale della Ue sarà chiamato a finanziare anche politiche nuove, come la difesa comune, e altre politiche, come la gestione dei fenomeni migratori, che necessitano maggiori fondi e che quindi dreneranno risorse dai settori maggiormente finanziati, come l'agricoltura. 

I settori più colpiti

Oltre a mostrare l'impatto sulle casse dei diversi paesi, la Dg Agri della Commissione Ue difende il capitolo di bilancio della Pac elencando gli effetti negativi sulle aziende agricole grandi e piccole, sulla stabilità del reddito degli agricoltori e sui diversi settori, con allevamento, cereali e colture proteiche, come la soia, su cui si abbatterebbe con più forza la scure dei tagli.

Nel testo si esamina anche l'ipotesi di sostuire i fondi comunitari con il co-finanziamento nazionale, un'opzione che però non piace, perché "provocherebbe forti squilibri tra Paesi", minando alle fondamenta "il mercato unico dei prodotti agricoli". Nello scenario ipotizzato di una partecipazione finanziaria del 30% da parte dei paesi alla spesa per gli aiuti diretti agli agricoltori, il saldo sarebbe positivo per alcuni contributori netti come Italia, Germania e Olanda per cui i risparmi teorici dei contributi al bilancio Pac eccederebbero i costi addizionali per il co-finanziamento.

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De Castro: scenari preoccupanti

“Nonostante si tratti ancora solo di simulazioni le notizie arrivate in merito ai possibili scenari di tagli al bilancio Ue sono fortemente preoccupanti”, la reazione dell'eurodeputato del Pd Paolo De Castro, Primo Vice Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. “Solo con una Pac forte e adeguatamente finanziata – prosegue la nota firmata da De Castro - sarà possibile raggiungere gli obiettivi economici, sociali e di sostenibilità che ci siamo prefissati”. “La discussione sul bilancio ad ogni modo inizierà nel 2018 e il nostro impegno sarà quello di evitare modifiche nel bilancio dell’agricoltura e soprattutto che la Pac non venga vista come il salvadanaio a cui attingere. Non è giusto che siano gli agricoltori a dover pagare per le nuove politiche europee”.

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