“L'alcol provoca il cancro”, l'Irlanda pensa a una campagna come contro il fumo

Il provvedimento vuole introdurre gli avvisi per la salute su tutte le bottiglie, ma l'industria è sul piede di guerra. In Canada un provvedimento simile è durato solo pochi mesi. E intanto l'Ue va avanti con la proposta dell'obbligo di etichette caloriche per tutte le bevande alcoliche

EPA/ANDY RAIN

Gli irlandesi non sono certo conosciuti nel mondo per essere dei moderati quando si tratta di bere. E per questo tra un po' dovranno rassegnarsi al fatto che ogni volta che compreranno una bottiglia di una qualsiasi bevanda alcolica questa dovrà ricordargli che c'è “un legame diretto tra alcol e tumori fatali”. I funzionari sanitari di Dublino sono intenzionati a portare avanti un piano di prevenzione contro gli eccessi del bere che prenda ad esempio le campagne contro il fumo con gli avvertimenti su tutti i pacchetti di sigarette.

Il provvedimento irlandese

"Ridurre l'assunzione di alcol è un passo importante nella riduzione del diffondersi del cancro", aveva detto il ministro della salute irlandese Simon Harris nel presentare il provvedimento al Parlamento il mese scorso aggiungendo che si trattava di "un pezzo fondamentale della legislazione sulla salute pubblica che farà davvero la differenza quando si tratta di ridurre i danni causati dall'alcol". Ma l'industria è sul piede di guerra perché "l'alcol non è tabacco", come ha dichiarato Pierre-Olivier Bergeron, segretario generale dei Brewers of Europe, un gruppo che rappresenta gli interessi dei birrai. Bergeron, come altri del settore, sostiene che il tabacco è intrinsecamente dannoso anche in piccole quantità, mentre afferma che i rischi dell'alcol sono principalmente associati ad alti livelli di consumo.

I legami tra alcol e cancro

Eppure il Million Women Study nel Regno Unito, svolto su un campione di oltre 28mila donne con carcinoma mammario e pubblicato nel 2009, ha stimato che ogni 10 grammi di alcol consumato al giorno è associato ad un aumento del 12% del rischio di cancro al seno. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2007 ha pubblicato uno studio secondo cui le persone che consumano 50 o più grammi di alcol al giorno rischiano almeno due o tre volte di più di sviluppare tumori della testa e del collo rispetto ai non bevitori.

Il caso canadese

Il tema è controverso e di sicuro portare all'approvazione finale questa legge non sarà semplice. In Canada la regione dello Yukon nel novembre scorso ci aveva provato, inserendo su tutte le bottiglie avvertimenti sul rischio di cancro legato al consumo di alcool. Ma il provvedimento, contro cui si è scagliata con tutta la sua forza l'industria, era stato inviso anche dalla popolazione e alla fine è stato ritirato il mese scorso.

Fumatori in diminuzione, la campagna-choc funziona

Se l'industria è tanto spaventata è perché i dati dimostrano che le campagne come quelle contro il tabacco sui pacchetti di sigarette funzionano. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di fumatori nel Regno Unito è diminuito dal 26% del 2002 al 18,3% nel 2014. La Spagna ha registrato un calo simile, con i fumatori che sono calati dal 33,2% della popolazione al 25,4% nel 2014. Se però gli irlandesi smetteranno di bere a causa degli avvertimenti che verranno messi sulle bottiglie è tutto da vedere, anche se il provvedimento dovesse mai essere approvato in via definitiva.

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L'Ue chiede le etichette caloriche

Se l'Irlanda vuole ridurre l'abuso d'alcol con i richiami ai rischi di cancro, l'Unione europea pensa invece di "spaventare" i consumatori mettendo in risalto le calorie contenute nelle bevane alcoliche. L’attuale regolamento Ue, infattu, esenta le bevande che contengono più dell’1,2 % di alcol in volume dall’etichettatura obbligatoria dell’elenco degli ingredienti e della dichiarazione nutrizionale. Ma dal 2015, la Commissione e il Parlamento europeo stanno lavorando a un testo che tolga questo limite e renda obbligatoria l'etichetta calorica per vino e birra come per la Coca Cola.

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