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Politica di coesione, 665 milioni in più al programma italiano per sostenere Pmi e innovazione

Bruxelles ha eseguito un riesame di tutti i bilanci nazionali al fine di tenere conto della crisi. La commissaria Crețu: “Ricetta per la creazione di posti di lavoro di qualità”

Buone notizie per l'Italia. Bruxelles ha deciso di aggiungere al bilancio del programma italiano della politica di coesione "Imprese e competitività" 665 milioni di euro all'interno del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).

Di questi soldi 362 milioni saranno destinati interamente alla competitività delle piccole e medie imprese in tutto il Paese, un importo di cui 220 milioni saranno utilizzati per arricchire il programma italiano dell'Iniziativa per le Pmi. Si tratta di una programma che ha lo scopo di investire i fondi della politica di coesione in strumenti finanziari che facilitano l'accesso ai finanziamenti imprese e le startup.

Altri 287 milioni di euro saranno poi investiti in progetti innovativi con una suddivisione regionale: 49 milioni sono destinati alle regioni centro-settentrionali e i rimanenti 238 milioni alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna). Il fine è quello di sostenere la strategia nazionale di specializzazione intelligente e favorire la collaborazione tra i centri di ricerca del Sud e quelli del resto dello Stivale.

Si tratta di un “incentivo alla ricerca, all'innovazione e alle Pmi in Italia, in particolare al Sud”, che rappresenta “la ricetta per la creazione di posti di lavoro di qualità, per una competitività sostenibile e per una coesione più profonda nell'intera nazione”, ha rivendicato la commissaria per la Politica regionale Corina Cre?u.

Il finanziamento è stato possibile grazie a una dotazione supplementare di 1,6 miliardi di euro di fondi europei che l'Italia riceverà in seguito all'adeguamento tecnico ossia al riesame, eseguito nel 2016, di tutti i bilanci nazionali della politica di Coesione per il periodo 2014-2020, al fine di tenere conto della crisi.

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