"Non furbetti, ma truffatori" della ricostruzione. Affronte dei verdi chiede di estendere l'operazione della GdF

Eurodeputato eletto nei 5 Stelle e passato agli ecologisti: "l'Emilia Romagna non è la Regione modello che vuol far credere, bene indagare ma estendere le indagini a tutte le zone interessate"

ANSA/ELISABETTA BARACCHI

"Sono contento che la Guardia di Finanzia abbia fatto partire un'indagine a tappeto sulle probabili truffe nella ricostruzione post-sisma: non siamo affatto la regione-modello che hanno cercato di farci credere fino ad ora, e noi lo diciamo da tempo". Così l'eurodeputato dei verdi Marco Affronte commenta l'operazione della Guardia di Finanza che ha portato a 100 controlli su richieste di rimborsi, un terzo dei quali presuntamente irregolari, 50 indagati e l'ipotesi di denaro percepito indebitamente per 10 milioni di euro. Il denaro veniva richiesto per sanare danni subiti prima del terremoto del maggio 2012.

Interrogazione alla Commissione Ue

"Proprio ieri abbiamo rilanciato una nostra interrogazione - scrive Affronte in una nota - sui tanti sospetti legati ad una ricostruzione troppo 'allegra' e sul destino ignoto dei 563 milioni che l'UE ha versato all'Emilia-Romagna. Abbiamo pubblicato i ricchissimi dossier del Comitato Verifica Ricostruzione dai quali emerge una situazione di abusi capillare, una pratica diffusissima per la quale quelli che nel 2010 erano ruderi oggi sono ville. E non li vorrei mai sentire chiamare 'furbetti della ricostruzione', perché 'furbetti' non sono: sono truffatori veri e propri che hanno rubato a tutta la comunità, fregandosene delle sofferenze e delle difficoltà altrui".

Già prima della notizia dell'intervento della Guardi di Finanza, Affronte aveva inviato alla Commissione Ue un'interrogazione parlamentare in cui chiedeva di fare piena luce sull'utilizzo dei fondi, in gran parte comunitari, stanziati per la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma. 

Estendere le indagini a tutte le zone interessate

"Vorrei - conclude l'eurodeputato dei verdi - "che le indagini fossero estese a tutte le zone interessate, perché basta parlare con la popolazione per sapere che di sospetti ce ne sono ovunque. Vorrei anche che le pene fossero esemplari, che gli edifici costruiti con denaro ottenuto illegalmente fossero abbattuti e che la Regione Emilia Romagna la smettesse di propagandare la propria presunta perfezione, che non esiste, e continuasse invece a favorire questo tipo di indagini: dalla trasparenza e dall'onestà abbiamo tutti da guadagnare".

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