L'Adunanza della Sostenibilità: Marco Affronte lancia da Bologna un nuovo movimento post-ecologista

Domenica pomeriggio l'eurodeputato ex-grillino propone la nascita di un progetto politico che affronti i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Obiettivo: superare lo stretto steccato dei verdi italiani, guardando proprio ai delusi del M5s

Marco Affronte. European Parliament

Qualcosa di verde si muove in Italia e lo fa da Bologna. A rilanciare la discussione sui temi dell’ecologismo, ma con una visione ampliata alla giustizia sociale ed economica e fuori dai giochi – almeno per ora -  dei partiti, è Marco Affronte, eurodeputato eletto nel 2014 nelle liste del Movimento 5 stelle e poi passato nel gruppo dei Verdi a Strasburgo. Domenica sarà lui ad animare ‘l’Adunanza per la Sostenibilità’ all’Hotel I Portici, a partire dalle 15:30. Ci racconta com’è nata e dove vuole arrivare questa iniziativa.

Cosa cerchi con questa Adunanza?

È un incontro di mezza giornata, andrò a dire a chi vorrà partecipare che, com’è stato dimostrato ampliamente dall’ultima campagna elettorale, alcune tematiche sono completamente scomparse. Non parlo solo dell’ambiente, ma della sostenibilità a 360 gradi, ambientale, sociale ed economica. Manca in Italia un dibattito di questo tipo e mi pare che ci sia la necessità di fare qualcosa su questo fronte. Cosa succederà dopo? Non lo so ancora, per ora ci troviamo, ci confrontiamo su temi ed idee e ci contiamo. Poi si vedrà, questa energia potrebbe confluire in una forza politica nuova oppure potremmo confrontarci con altre forze per vedere in che casa possono approdare le nostre esigenze.

I verdi in Italia sono praticamente morti…

Ho aderito ai verdi nel gennaio 2017, come indipendente, da lì ho iniziato un percorso di discussione in Italia sul futuro dell’ecologismo con un paio di eventi, uno nella mia città, Rimini, ed uno a Roma. All’inizio c’erano anche i verdi poi il partito ha fatto una scelta che non ho condiviso: quella di andare con Pisapia e poi con Renzi. Con Pisapia hanno scelto senza sapere che cosa volesse, quindi sono andati da Renzi, hanno dato idea di voler andare per forza con qualcuno.

Le elezioni sono poi andate come sono andate, ma da lì è nato però un confronto con Philippe Lamberts (il capogruppo dei Verdi al Parlamento Ue, ndr) e con Monica Frassoni (Presidente del partito europeo dei Verdi, ndr), e ho provato a iniziare un percorso differente. Qui nasce l’incontro di Bologna: voglio tastare se c’è la volontà in Italia di fare qualcosa di diverso. La mia proposta è alternativa ai verdi, mi sono confrontato con loro ma non ho avuto risposte soddisfacenti. Anche per questo non ho voluto in questo evento, all’Adunanza, nessun relatore legato alla storia dei verdi italiani, per far capire che non è un riciclaggio, ma l’idea di lanciare qualcosa di nuovo, sapendo che poi, una volta deciso come muoverci, ci si può mettere a parlare anche con loro.

A chi vuoi rivolgerti per allargare gli steccati dei verdi, ai grillini delusi?

L’Accordo di governo con la Lega mostra come il M5s si sia spostato a destra, sono ancora un’entità molto, molto malleabile, ma adesso hanno deciso di andare con Salvini, e ciò apre un grande spazio a sinistra.

Parli di sostenibilità a 360 gradi, cosa intendi?

Non dobbiamo inventarci la ruota, il percorso da seguire c’è già e sono i 17 obiettivi della sostenibilità, li abbiamo dal 2015 e coprono tutto, non solo l’ambiente, l’ecologismo, ma anche la coesione e temi del domani ed anche del dopo domani, come quello dell’acqua, sparito dal programma del M5s. Sono tematiche che, le affrontiamo o meno, sono comunque lì. L’obiettivo non è uno, ma sono tutti, vogliamo tenerli tutti assieme, affrontare i temi come quelli delle migrazioni in maniera sistematica, non come un’emergenza. Come non c’è diatriba tra ambiente ed economia, i miglioramenti nell’ambiente porta migliorie sociali, economiche…

Chi hai invitato con te sul palco dell'Adunanza?

Ci sarà Vula Tsetsi, segretaria generale dei Verdi al Parlamento europeo, Angelo Consoli, che da anni porta avanti le tesi di Jeremy Rifkin in Europa, e poi ci sarà un esperto di comunicazione, Antonio Pascale, autore di ‘Scienza e Sentimento’. Con me i relatori saranno 4, ma l’Adunanza è aperta agli interventi ed al confronto con tutti quelli che vorranno partecipare.

Come immagini le prossime tappe del tuo progetto?

Vedremo domenica dopo la conta, se veramente nasce un progetto, diciamo che ci prendiamo un anno di tempo per lavorarci, ci vuole un anno per un progetto nuovo e in questo anno non è detto che per forza dobbiamo concorrere a qualche elezioni. Potrebbe essere un’idea lavorarci in prospettiva delle elezioni europee del maggio 2019, ma molto dipenderà dalla legge elettorale se ci sarà o meno l’attuale soglia di sbarramento al 4%. Comunque sia, se nasce qualcosa vorrei che fosse qualcosa che rimanga nel tempo indipendentemente dai risultati di qualche elezione.

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