Ema, il giudice (italiano) della Corte Ue: "Il trasferimento ad Amsterdam prosegua"

Primo stop al ricorso del Comune di Milano contro la decisione di portare in Olanda la sede dell'Agenzia europea del farmaco

Caso ha voluto che fosse proprio un giudice italiano a dire no alla richiesta del Comune di Milano di sospendere il trasferimento dell'Ema, l'agenzia Ue del farmaco, da Londra ad Amsterdam.  Il vicepresidente della Corte di giiustiza europea, Antonio Tizzano, ha infatti respinto, "per difetto del solo presupposto dell’urgenza e senza nulla anticipare sul merito della questione", la richiesta di sospensiva formulata dall'amministrazione guidata da Beppe Sala.

Il no della Corte, a ogni modo, non presuppone che i giudici europei possano dare ragione a Milano bloccando il trasferimento nelle prossime settimane. La sentenza sul ricorso italiano, infatti, deve ancora essere pronunciata. Milano chiede "l’annullamento" di questo trasferimento e, nel presentare il ricorso, aveva aggiunto anche la richiesta in via cautelativa (“procedimento sommario”), di "sospendere nelle more del giudizio il suddetto trasferimento".

Il procedimento sommario, spiega la Corte, "è, quindi, una sorta di 'parentesi' nel procedimento principale e ha come oggetto la sospensione cautelativa del medesimo atto che è stato impugnato con il procedimento principale (il trasferimento dell’Ema ad Amsterdam). Affinché la richiesta di sospensiva sia accolta, devono sussistere, cumulativamente, due presupposti: la verosimile fondatezza della domanda principale e  l’urgenza di provvedere (cioè l’impossibilità, per il richiedente, di attendere la decisione finale senza riportare danni gravi e irreparabili). La mancanza anche di uno solo dei presupposti comporta il rigetto della richiesta".

Ebbene, con l’ordinanza pronunciata nell’ambito del procedimento sommario, il vicepresidente della Corte, Tizzano, "ha respinto, per difetto del solo presupposto dell’urgenza e senza nulla anticipare sul merito della questione, la richiesta di sospensiva formulata dal Comune di Milano". Per sapere se il ricorso di Milano sia fondato oppure no, bisognerà quindi attendere la sentenza della Corte.

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