Ema a Milano, Gentiloni assicura “stiamo facendo un pressing diplomatico notevole”

Amsterdam al momento viene data come favorita per la successione a Londra come sede dell'Agenzia del farmaco dopo la Brexit, ma il presidente del Consiglio avverte: “Non mi fiderei tanto delle voci di corridoio”

L'Italia sta facendo “un pressing diplomatico notevole" per portare l'Ema a Milano. Il capoluogo lombardo è uno dei candidati a sostituire Londra come sede dell'Agenzia del farmaco, sede che dovrà essere trasferita dopo la Brexit. Paolo Gentiloni si mostra ottimista e respinge le voci che affermano che la favorita sarebbe Amsterdam. "Non mi fiderei tanto delle voci di corridoio”, dice. Il presidente del Consiglio, in conferenza stampa dopo il Vertice Ue, afferma che "se noi guardiamo agli assestment della Commissione, e se guardiamo all'assestment fatto direttamente dall'Ema, Milano è fra le tre o quattro città che nelle valutazioni della Commissione e degli stessi interessati, esce bene. Dopodiché la votazione è tipo quella per le Olimpiadi, e in più è segreta”.

A lavorare affinché si raggiunga l'obiettivo ci sono "governo, Comune, Regione, la Farnesina soprattutto" assicura. “Tre settimane fa si dava per assegnata l'Ema a una città, che non è quella che oggi viene accreditata come vincitrice...", afferma aggiungendo di pensare che Milano abbia “delle buone carte da giocare non solo per le valutazioni positive ma anche perché la nostra industria farmaceutica che è la seconda in Europa dopo la Germania, ha una sua forza”. Il tema non era nell'agenda del Consiglio e così "se ne è parlato molto di sfuggita nelle riunioni formali”, però “molto intensamente nei colloqui a margine tra i leader”, rivela.

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Ma Gentiloni non è naturalmente l'unico che sta facendo il pressing per l'agenzia. "Ho sottolineato l'importanza dei collegamenti aerei per l'Ema e la buona posizione di Amsterdam in fatto di mobilità; ho cercato così di accaparrarmi più consensi possibili, ma lo hanno fatto anche gli altri", ha detto il premier olandese Mark Rutte al termine Summit dicendosi “molto coinvolto nella discussione" anche se “resto dietro le quinte” e quindi “non posso dire niente a riguardo perché danneggerebbe le nostre possibilità". Per Rutte “siamo tutti d'accordo che i Paesi europei con poche o nessuna agenzia abbiano la priorità per l'assegnazione delle nuove agenzie Ue”, ma l'Ema “non è una nuova agenzia, per cui questo principio in questo caso non è valido".  

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