Azienda cinese in Veneto assume solo richiedenti asilo, insorge la Lega: “Precedente allarmante”

L'eurodeputato e vicesegretario del Carroccio Fontana scrive un'interrogazione alla Commissione: “È la porta che conduce alla completa mercificazione della forza lavoro, alimentata dall'immigrazione senza controllo"

L'eurodeputato della Lega Nord Lorenzo Fontana / © European Union 2017 - Source : EP.

Il fatto che l'azienda trevigiana, ora di proprietà cinese, Permateelisa abbia lanciato un'offerta di lavoro indirizzata ai rifugiati non va proprio giù alla Lega Nord. La multinazionale di costruzioni ha deciso di selezionare curriculum di migranti che abbiano ottenuto il riconoscimento di protezione internazionale. Certo non basta solo questo, l'azienda vuole anche che conoscano l’italiano, che parlino inglese o francese, che abbiano un diploma di laurea o un diploma professionale e “abbiano abilità psico fisica al lavoro in cantiere e disponibilità al lavoro in turno, e anche notturno”. Ma la Lega grida allo scandalo e si rivolge direttamente a Bruxelles.

“A Vittorio Veneto un colosso cinese annuncia un ciclo di assunzioni rivolte ai richiedenti asilo. Un precedente allarmante: è la porta che conduce alla completa mercificazione della forza lavoro, alimentata dall'immigrazione senza controllo”, è insorto l'europarlamentare e vicesegretario federale della Lega Nord, Lorenzo Fontana, che ha inviato un'interrogazione alla Commissione europea sul tema in cui chiede all'esecutivo di “vigilare”. “È scritto nei principi fondativi dell'Ue: non si può discriminare in base alla nazionalità, quindi non è pensabile che un richiedente asilo possa sorpassare un trevigiano nelle selezioni del personale solo perché proveniente da un Paese extra Ue", afferma Fontana.

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Per il leghista “si sta avverando una facile quanto triste profezia: la globalizzazione degenere favorisce l'immigrazione per ottenere manodopera (già formata) a basso costo”. “Si suppone”, conclude poi, “che molti degli stipendi guadagnati dai presunti profughi andranno in rimesse, sottraendo potenziali risorse ai territori e confermando la portata dannosa di certe scelte”.  

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