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Martedì, 18 Gennaio 2022
Fake & Fact

Perché i tatuaggi a colori non scompariranno

L'allarme tra gli amanti dei tattoo circola da giorni, alimentato da alcune news imprecise. Ecco perché l'Ue ha imposto una stretta (per la salute), ma non l'obbligo del "bianco e nero"

"Dal 2022 i tatuaggi in Europa saranno solo in bianco e nero". È questa, in sintesi, la notizia che sta circolando da giorni su media e social, alimentata da notizie forse un po' imprecise, titoli e post forzati (o scarsamente informati). Il tutto condito dalla classica accusa all'Unione europea e ai suoi vincoli, dato che il presunto addio ai colori sulla pelle è frutto di una normativa varata da Bruxelles nel dicembre del 2020. Ma come stanno realmente le cose?

Stando alle norme che entreranno in vigore a partire dal prossimo gennaio, in tutta l'Ue sarà vietato utilizzare per i tatuaggi 25 pigmenti (legati alla produzione di diverse tonalità di rosso, arancione e giallo) e verranno introdotti limiti massimi di concentrazione nei colori per alcune sostanze come coloranti azoici e ammine aromatiche cancerogene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli e metanolo. In altre parole, molti inchiostri diventeranno non conformi e quindi legalmente inutilizzabili secondo i regolamenti Ue. Poi, a partire da gennaio 2023, saranno vietati anche altri pigmenti, relativi al blu e al verdi. Questo avrà inevitabilmente un impatto su molti altri colori, ottenuti mescolando diverse tonalità.

Fino a questo momento non esisteva nessuna normativa che regolamentasse questo settore, ma solo linee guida, stilate in due risoluzioni (una del 2003 e una del 2008) che indicano i criteri di valutazione per la sicurezza negli inchiostri per tatuaggi. Recenti studi scientifici hanno però dimostrato che in tanti inchiostri per tatuaggi in commercio sono presenti sostanze che "oltre ad allergie e problemi della pelle", spiega la Commissione, "possono causare altri effetti negativi sulla salute, come il cancro". Ma questo significa la fine dei tatuaggi colorati? In realtà, hanno spiegato diversi esperti, si tratta di una mezza bufala. Già oggi, esistono degli inchiostri alternativi che possono essere usati nel rispetto delle nuove norme Ue e che non contengono le sostanze messe al bando.

I professionisti dovranno adattarsi e trovare nuove tonalità di colore con le sostanze disponibili sul mercato. Secondo quanto riportato alla Rtbf da Davy D'Hollander, amministratore delegato di TekTik, il principale fornitore belga di materiali e inchiostri per tatuaggi, questo divieto non rappresenta un vero problema in quanto esistono "altri pigmenti che daranno gli stessi colori e che non sono sulla lista delle sostanze vietate". Gli unici due colori per cui non esiste una valida alternativa sono il Pigment Blue 15:3 e il Pigment Green 7. Ma per questi colori, l'Ue ha concesso un anno in più per consentire ai produttori e ai tatuatori di trovare delle soluzioni.

Il bando di queste sostanze, del resto, non è arrivato dall'oggi al domani. La storia è iniziata nel 2015 quando l'Ue ha chiesto all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) di valutare i rischi per la salute delle sostanze contenute negli inchiostri. Dopo cinque anni di lavoro l'ente ha concluso le sue ricerche proponendo che le sostanze che già erano vietate nei cosmetici vengano vietate anche negli inchiostri, che vengano messe al bando tutte le sostanze considerate come tossiche o cancerogene e che per le sostanze irritanti o corrosive venga fissata una soglia dello 0,1 per cento.

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