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Martedì, 7 Febbraio 2023
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"Il taglio delle accise sulla benzina favorisce i più ricchi"

Uno studio ribalta la tesi per cui lo sconto sui carburanti sia un favore alle fasce meno abbienti della popolazione: "Meglio sostegni diretti a chi ne ha veramente bisogno"

Il taglio alle accise su benzina e diesel è un regalo agli automobilisti più ricchi e ai produttori di petrolio, a danno delle fasce più povere della popolazione. È quanto sostiene uno studio di Trasnsport&Environment (T&E), la lobby europea che si batte per rendere i trasporti più sostenibili. Una tesi diametralmente opposta a quella professata per anni, per esempio, dai partiti di governo in Italia, i quali, però, per ragioni di cassa, hanno dovuto porre fine allo sconto sui carburanti. Costato, dallo scoppio della guerra in Ucraina, quasi 7,5 miliardi di euro. La cifrà più alta, dopo la Francia, spesa da uno Stato Ue per aiutare i suoi automobilisti.

In totale, secondo lo studio, nel 2022 i 27 Paesi membri del blocco hanno utilizzato 35 miliardi di euro di risorse pubbliche per far fronte al caro benzina tagliando le accise. Per T&E, però, questo eborso rappresenta una doppia beffa, per l'ambiente da un lato, ma anche per le stesse categorie della popolazione a cui lo sconto alla pompa si dovrebbe rivolgere, ossia le fasce più svantaggiate. 

Per l'ambiente, la ragione è chiara: riducendo il prezzo dei carburanti fossili, se ne incentiva l'utilizzo, aumentando di conseguenza le emissioni di Co2 nell'aria. Per quanto riguarda i vantaggi economici, lo studio sostiene che questi vadano in gran parte alla popolazione più benestante, facendo leva sui soldi di tutti i contribuenti.  La stima, infatti, è che il 10% più ricco degli europei spenda annualmente, in media, 1.249 euro di benzina contro i 162 del 10% più svantaggiato (si tratta di costi pro-capite, non per automobilista). Ad esempio, una riduzione di 15 centesimi sull'accisa sul carburante in sei mesi ridurrà la bolletta di un guidatore di un suv Bmw X5 di 300 euro rispetto agli 85 euro risparmiati da chi ha una Citroen C3. Altro esempio: con lo sconto sulle accise decretato dall'ex governo Draghi, calcola sempre T&E, in Italia il 10% più benestante avrebbe ricevuto un beneficio medio di 58 euro, sei volte rispetto ai 9 euro a vantaggio della popolazione meno facoltosa.

"Ci sono modi migliori in cui i governi possono aiutare le persone - dice Griffin Carpenter, analista di T&E - Invece di sovvenzionare i ricchi conducenti di auto ad alto consumo di benzina, il sostegno in denaro potrebbe essere distribuito in modo più equo alle famiglie che ne hanno effettivamente bisogno. Se i governi vogliono aiutare le famiglie a basso reddito che dipendono dalle auto, dovrebbero abbassare le tasse sul reddito, aumentare le indennità di mobilità o semplicemente emettere sostegni diretti a chi ne ha bisogno”, conclude.

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