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Venerdì, 27 Maggio 2022
Il Dsa

Come l'Ue vuole colpire disinformazione e abusi online (e ridurre lo strapotere di Amazon e soci)

Accordo a Bruxelles sulla direttiva sui servizi digitali. Ecco cosa prevede e chi riguarderà

L’Ue vuole rendere internet un posto più sicuro per tutti, almeno stando alle dichiarazioni dei suoi legislatori. Di certo, le nuove norme concordate a Bruxelles da Commissione, Parlamento e Stati membri, complicheranno la vita dei giganti del web, che dovranno fare sforzi maggiori contro la disinformazione e abusi come il revenge porn, anche condividendo i loro preziosi algoritmi. Pena multe fino al 6% del fatturato globale.

Le norme fanno parte della direttiva sui servizi digitali (Digital services act, Dsa), e riguarderano giganti dei social media come Facebook e Instagram, nonché siti web porno, motori di ricerca come Google, piattaforme di streaming di podcast come Spotify, e piattaforme di e-commerce come Amazon. Il giro di vite normativo, che potrebbe entrare in vigore entro l'anno, arriva dopo anni di braccio di ferro tra Bruxelles e le piattaforme di Big Tech. Inoltre, il Dsa dovrebbe essere accompagnato anche dal Dma, il Digital market act, che mira a colpire le pratiche ritenute anticoncorrenziali dei colossi del digitale. 

Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede l'accordo sottoscritto a Bruxelles.

Gli obiettivi del Dsa

Il Dsa ha tra gli obiettivi quello di permettere alle autorità di far sparire dalla rete le immagini di abusi sessuali su minori, contenuti terroristici e violenti, dando agli utenti un maggiore controllo su ciò che apparirà loro online e proteggendoli da contenuti dannosi e illegali. Gli utilizzatori potranno segnalare i contenuti illegali e le piattaforme digitali avranno l’obbligo di rimuoverli il più rapidamente possibile.

Altra novità riguarda il fatto che la condivisione non consensuale, il revenge porn, sarà soggetta a rimozione immediata. La legislazione vuole reprimere le immagini di abusi sessuali su minori, contenuti terroristici e violenti, dando agli utenti un maggior controllo su ciò che apparirà loro online e proteggendoli da contenuti dannosi e illegali.

La disinformazione

La normativa aiuterà anche ad affrontare il tema della disinformazione politica o quella relativa alla salute e ad introdurre regole migliori per la moderazione dei contenuti e per la protezione della libertà di espressione. "Nel contesto dell'aggressione russa in Ucraina e le particolari conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, è stato introdotto un nuovo articolo per istituire un meccanismo di risposta alle crisi", ha detto il Consiglio europeo. Questo meccanismo, attivato da una decisione della Commissione, permetterà di prendere misure "proporzionate ed efficaci" contro le piattaforme molto grandi che contribuiscono alla diffusione di informazioni false.

Proteggere i bambini

La legislazione vuole costringere le piattaforme ad adottare misure per proteggere i bambini attraverso la verifica dell'età e i controlli parentali. Tutte le piattaforme accessibili ai minori dovranno adottare misure specifiche per proteggerli, anche vietando completamente la pubblicità mirata. Inoltre, le grandi aziende di internet non potranno più raccogliere dati sensibili sulla sessualità, le condizioni di salute e la fede politica e religiosa dei propri utenti, al fine di indirizzare meglio la pubblicità.

Più controlli sulle vendite online

In ultimo, marketplace online come Amazon, AliExpress e eBay dovranno investire più sforzi per controllare chi vende merci sulle loro piattaforme, un modo per combattere la diffusione di prodotti illegali e pericolosi online. In questo modo gli acquirenti online avrebbero un migliore accesso al risarcimento. Le piattaforme dovranno assicurare agli utenti l’acquisto di prodotti o servizi sicuri, rafforzando i controlli sull’affidabilità delle informazioni fornite dai commercianti (secondo il principio "Know Your Business Customer") ed evitando che contenuti illegali appaiano sulle proprie piattaforme, anche attraverso controlli casuali. Questi attori dovranno valutare loro stessi i rischi legati all'uso dei loro servizi e mettere in atto i mezzi appropriati per rimuovere i contenuti problematici.

Algoritmi e sanzioni

Le aziende con oltre 45 milioni di utenti dovranno essere più trasparenti sui loro dati e sugli algoritmi, che, secondo la nuova legislazione, dovranno essere resi disponibili alla Commissione e agli Stati Ue. Saranno controllati una volta all'anno da organismi indipendenti e monitorati dalla Commissione europea, che può imporre multe fino al 6 per cento delle loro vendite annuali per infrazioni ripetute. Il testo dovrà essere finalizzato a livello tecnico e verificato da giuristi-linguisti, prima che il Parlamento e il Consiglio possano dare la loro approvazione formale. Una volta completato la procedura, il Regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue e le regole cominceranno ad essere applicate 15 mesi dopo.

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