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Giovedì, 26 Maggio 2022
Celebrazioni

Perché il 9 maggio la "Z" di Putin e le bandiere Ue sventolano in contemporanea

A Bruxelles come a Mosca sarà festa. Ragioni diverse, ma quest’anno ci sarà il filo rosso dell’Ucraina a legare le due celebrazioni

Il 9 maggio sventoleranno contemporaneamente le bandiere con la “Z” dell’invasione russa in Ucraina e quelle con le 12 stelle dell’Unione europea. Non fianco a fianco, naturalmente, ma per una coincidenza storica sia Mosca che Bruxelles festeggiano lo stesso giorno due eventi distinti, seppur indirettamente collegati. Per la prima, e per diversi altri Paesi (principalmente ex-membri dell’Urss), è la Giornata della vittoria contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale. Per la seconda, è la festa dell’Europa, in ricordo della dichiarazione Schuman con cui si è soliti identificare l’avvio del processo d’integrazione.

La vittoria sui nazisti

La celebrazione del 9 maggio era senza dubbio la più sentita nell’Unione sovietica, quando in una grande parata militare a Mosca folle oceaniche salutavano giubilanti i propri soldati che avevano liberato l’Europa dal nazifascismo. La ricorrenza riprendeva la capitolazione del Terzo Reich nella tarda serata dell’8 maggio 1945 (in Russia, per il fuso orario, era già il 9), dopo che l’Armata rossa aveva ricacciato indietro le truppe tedesche (che avevano aggredito l’Urss nel 1941) ed espugnato Berlino prima dell’arrivo degli angloamericani.

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La resa della Germania nazista mise fine a quella che i sovietici chiamavano la Grande guerra patriottica (e che costò oltre 27 milioni di vite): da allora, ogni anno il 9 maggio si tenne la parata sulla Piazza rossa, nonostante sia diventata una vera festa nazionale solo nel 1965. Finché esistette l’Urss la Giornata della vittoria si celebrò in tutto il blocco orientale, ma in seguito al suo crollo (1991) passò sotto traccia. Dal 2005 il presidente Vladimir Putin rispolverò la tradizione della parata, soprattutto per rinfocolare il nazionalismo domestico. Oggi, la Giornata della vittoria (o della vittoria in Europa) è celebrata in diversi Paesi dell’ex-blocco sovietico (inclusi i membri Ue Lituania, Lettonia, Estonia e Bulgaria) ma anche in Israele e, ironicamente, in Ucraina.

Quest’anno, che segna il 77esimo anniversario della vittoria su Hitler, si sono susseguite diverse indiscrezioni su cosa accadrà lunedì prossimo. Secondo le intelligence occidentali, Putin avrebbe voluto concludere la guerra entro quella data e far sfilare i suoi carri armati nell’Ucraina occupata (o “liberata dai neonazisti”). Poi, quando è apparso evidente che la guerra si sarebbe prolungata, si sono rincorse voci di una parata nel Donbass, magari a Mariupol, un’area sotto il controllo quasi totale dei russi. Si è anche suggerito che il 9 maggio Mosca potrebbe dichiarare formalmente guerra a Kiev (per ora il Cremlino la chiama “operazione militare speciale”), permettendo la mobilitazione generale. Oppure, potrebbe proclamare l’annessione delle sedicenti Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, così come di altre aree conquistate in questi mesi.

Negli scorsi giorni, tuttavia, la smentita è arrivata dal numero uno del Cremlino in persona, il quale ha negato sia di voler dichiarare guerra all’Ucraina che di aver organizzato parate militari in Donbass. Dopo l’apertura della cerimonia a Mosca da parte del ministro della Difesa, il presidente terrà il tradizionale discorso dalla tribuna allestita vicino al mausoleo di Lenin, dove stavolta non siederanno leader stranieri. Putin farà prevedibilmente leva sul patriottismo dei russi e sul mito dell’assedio occidentale per chiedere ulteriori sacrifici nella prosecuzione della guerra. Alle 10 locali (9 italiane) inizierà la parata, trasmessa in diretta tv in tutta la Russia, che coinvolgerà circa 11mila militari, 131 unità meccanizzate (tra cui il leggendario T-34 sovietico) e 77 tra aerei ed elicotteri (alcuni dei quali sorvoleranno la piazza in formazione a “Z”).

La Festa dell'Europa

Quanto all’Ue, il 9 maggio è la festa dell’Europa. La ricorrenza è quella della firma della cosiddetta dichiarazione Schuman del 1950, il discorso con cui l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman propose una collaborazione economica tra Francia e Germania, responsabili di aver scatenato due guerre mondiali nell’arco di 25 anni. La condivisione delle risorse di carbone ed acciaio era per Schuman il presupposto fondamentale non solo per garantire la pace in Europa ma anche per avviare il processo d’integrazione politica, che per lui doveva sfociare in una federazione. Nel 1951 nacque così la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca, cui parteciparono anche Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi), l’antenata di quella che è oggi l’Unione europea. La celebrazione è stata però introdotta dal Consiglio europeo solo nel 1985.

L’anno scorso, il 9 maggio è stato scelto come momento simbolico per il lancio della Conferenza sul futuro dell’Europa, un grande esperimento di democrazia partecipativa con cui le istituzioni comunitarie hanno tentato di coinvolgere i cittadini nella definizione delle politiche europee dei prossimi anni. E lunedì prossimo, un anno esatto dopo, si terrà all’emiciclo di Strasburgo la cerimonia conclusiva della Conferenza, dove i presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento riceveranno formalmente le proposte elaborate dai cittadini in questi mesi.

Il 9 maggio in Italia

È interessante infine ricordare che anche in Italia il 9 maggio è una data speciale, seppure non festosa come quella europea. Dal 2007 è stato infatti istituito il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice. La scelta, simbolica, è ricaduta sulla data in cui sono stati ritrovati nel 1978 i cadaveri di Aldo Moro e Peppino Impastato: ucciso dai brigatisti l’uno, dalla mafia l’altro.

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