La Corte Ue "salva" il taglio dei vitalizi agli eurodeputati italiani

I giudici di Lussemburgo hanno confermato la legittimità della decisione del Parlamento europeo di applicare ai suoi membri eletti in Italia la legge voluta dal Movimento 5 stelle. Ma per FI la partita è ancora aperta: "La sentenza più importante è quella della Cedu di Strasburgo"

La "festa" del M5S dopo l'ok al taglio dei vitalizi al Senato

La Corte di giustizia dell'Ue ha respinto, definendolo "irricevibile", il ricorso presentato da alcuni ex europarlamentari italiani che avevano avuto una riduzione del loro trattamento in seguito alla legge sul taglio dei loro vitalizi.

Con i loro ricorsi i ricorrenti, spiega l'Ansa, ex membri del Parlamento europeo eletti in Italia, o i loro superstiti, avevano chiesto ai giudici di Lussemburgo di annullare le decisioni del Parlamento Ue che adeguano il calcolo della loro pensione di anzianità o di reversibilità al calcolo dell'importo delle pensioni percepite dai membri della Camera della Repubblica italiana e, se del caso, riducono l'importo della loro pensione di anzianità o di reversibilità. L'elenco dei ricorrenti non è visibile per motivi di riservatezza. La sentenza è stata emessa lo scorso 15 ottobre. A darne notizia è stato oggi il presidente della Camera Roberto Fico.

"I giudici europei della Corte di Lussemburgo ci danno pienamente ragione. La nostra battaglia di taglio ai vitalizi era giusta e, soprattutto, legittima. Una sentenza storica: la Casta se ne faccia una ragione, sono finiti i tempi dei bagordi", si legge in una nota del Movimento 5 stelle, che ha fatto del taglio dei vitalizi una delle sue priorità politiche.

Per il fronte che si oppone al taglio, però, la battaglia è ancora aperta. La sentenza di oggi, infatti, riguarda il diritto dell'Unione europea. Ma i ricorsi di deputati ed europarlamentari italiani sono stati rivolti anche a un'altra istituzione internazionale, la Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha sede a Strasburgo e fa parte del Consiglio d'Europa (da non confondere con l'Ue, dunque). Lo spiega il senatore di Forza Italia, Francesco Giro: "Non voglio deludere il presidente Roberto Fico ma la sentenza della Corte europea di giustizia di Lussemburgo non è una sentenza storica. Lo sarebbe stato, e presto lo sarà ,una sentenza della Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo. La prima Corte si limita a valutare i gradi di compatibilità e non contraddittorietà fra diritto comunitario dei trattati e diritto nazionale degli Stati membri. La seconda Corte, questa sì delegata a risolvere la 'vexata quaestio' dei vitalizi, dovrà invece valutare, e presto lo farà, l'eventuale lesione dei diritti costituzionali dei ricorrenti", dice Giro.

In sostanza, sostiene Giro, la Corte di Strasburgo potrebbe dare quella pezza d'appoggio alla giustizia italiana per ritenere incostituzionale il taglio dei vitalizi e quindi far decadere la legge. In effetti, la Corte Ue si è espressa solo sugli effetti della nosra legge sul trattamento previdenziale degli ex eurodeputati tricolore (sostenendo dunque che il Parlamento europeo ha legittimamente applicato le indicazioni dello Stato membro). Diverso il discorso se questa legge sia costituzionale o meno. Su cui, questo Giro non lo dice, la Corte europea dei diritti dell'uomo potrà dare solo un parere non esecutivo: l'ultima parola spetta sempre alla Corte costituzionale italiana.

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