Pensioni d'oro, ecco perché l'Ue sta con Di Maio

Ce lo chiede l'Europa. E da tempo: in Italia vi sarebbero rilevanti risparmi nella spesa sociale se fossero ridotti gli assegni più alti per la parte basata sul vecchio sistema retributivo. E sulla Fornero...

Nei giorni scorsi, dopo lo stallo sulla ripartizione dei migranti della nave Diciotti, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha puntato il dito contro Bruxelles, minacciando di non versare i contributi italiani alle casse dell'Unione europea. Eppure, nel braccio di ferro con la Lega sui tagli alle cosidette "pensioni d'oro", stavolta l'Ue potrebbe essere uno dei migliori alleati del leader del Movimento 5 stelle. Già, perché questi tagli "ce li chiede" l'Europa. E non da oggi.

Le raccomandazioni Ue

Lo si è visto anche nelle ultime raccomandazioni rilasciate dalla Commissione europea nel marzo scorso, ossia l'insieme delle misure che di anno in anno gli economisti dell'esecutivo comunitario "suggeriscono" agli Stati membri per migliorare conti pubblici ed economia. Secondo Bruxelles, in Italia vi sarebbero "rilevanti risparmi" nella spesa sociale se fossero ridotte le pensioni più alte per la parte basata sul vecchio sistema retributivo: "Rispettando i principi di equità e di proporzionalità, considerevoli risparmi potrebbero essere conseguiti intervenendo sui diritti alle pensioni più alte, non corrispondenti ai contributi versati", si legge nella raccomandazione numero 11. Insomma, quello che più o meno vorrebbe fare Di Maio.

Per la Commissione, inoltre, l'elevata quota della spesa previdenziale "limita altre spese sociali", incluse la lotta alla povertà e la spesa pro-crescita come l'educazione. Un passaggio che i 5 stelle potrebbero tradurre come un invito ad andare avanti con i tagli per ottenere risparmi per il reddito di cittadinanza, che è appunto una misura di lotta alla povertà. 

La riforma Fornero

Stando a quanto si apprende, la Lega di Matteo Salvini storce non poco il naso dinanzi alla proposta M5s di tagliare le pensioni sopra i 4mila euro. Di contro, almeno in campagna elettorale, ha più volte promesso di abolire, una volta al governo, la riforma Fornero. Solo che su questo punto, a Bruxelles non sembrano proprio d'accordo: sempre nelle raccomandazioni, la Commissione invita a non disperdere i risultati raggiunti con la riforma Fornero.

L'Italia deve "ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica per creare spazio per altre spese sociali", scrive Bruxelles. Per l'esecutivo comunitario, la spesa pensionistica, che ammonta a circa il 15% del Pil, ora "è tra le più alte nell'Ue". Secondo l'analisi della Commissione, grazie alla riforma Fornero, la sostenibilità di lungo periodo è migliorata. Tuttavia sia nel 2017 sia nel 2018 c'è stata una marcia indietro parziale. "La spesa pensionistica è destinata a aumentare nel medio periodo". 

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