Conte ha ragione: a dare l'ok al Mes furono la Lega, Meloni e Berlusconi

Il Meccanismo europeo di stabilità entro' in vigore nel 2012. Ma a elaborare le regole e a dare il consenso all'Ue di istituire il nuovo fondo fu il governo Berlusconi IV, con i ministri del Carroccio e l'attuale leader di Fratelli d'Italia

 "Se il Mes è una trappola, chi ha confezionato questa trappola si assuma la responsabilità pubblica: nel 2012 c'era un governo di centrodestra e se non ricordo male la Meloni era ministro". Nel suo intervento a reti unificate del 10 aprile, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accusato l'opposizione di fake news sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. E ha ricordato che quando fu istituito questo fondo, considerato tanto a sinistra quanto tra i sovranisti il braccio armato dell'austerity, al governo c'era il centrodestra, con la Lega secondo partito di maggioranza e con l'attuale leader di Fratelli d'Italia a svolgere il ruolo di ministro. Meloni ha subito replicato, rispedendo al mittente le accuse di fake news. Chi ha ragione?

Per scoprirlo basta fare una breve ricerca tra i documenti ufficiali delle istituzioni Ue, consultabili da tutti, e sul sito di ancora di più facile accesso di Wikipedia. Partiamo subito da una data: 16 novembre 2011. E' il giorno in cui ufficialmente entro' in carica il governo di Mario Monti, sostenuto da una sorta di grande coalizione che andava dal Pdl, di cui faceva allora parte Meloni, al Pd. Nel 2012, quando il Mes ebbe il definitivo via libera e fu ratificato dal Parlamento italiano, dunque, la leader di FdI non era ministro. Ed è questo l'unico errore nella dichiarazione del premier Conte.

Per il resto, chi accusa Lega e Meloni di avere contribuito alla creazione del Mes che oggi tanto contestano ha ragione. Se non in prima linea, almeno in concorso di colpa. Il Mes, infatti, fu elaborato a partire dal 2010, quando la cosiddetta crisi dei debiti sovrani stava travolgendo i Paesi Pigs (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), cui si aggiunse l'Irlanda. L'Ue si accorse di non avere strumenti adeguati: l'allora fondo salva-Stati, l'Efsf, fu messo da parte perché considerato non utili alla situazione. E i ministri delle Finanze dell'Eurozona si misero a lavoro. Tra loro, c'era Giulio Tremonti, all'epoca nel Pdl, ma da sempre considerato vicino alla Lega. Tanto che pochi giorni fa Salvini ha scritto un tweet tessendone le lodi e affiancandolo a Mario Draghi nel novero delle personalità di cui avrebbe bisogno l'Italia.

Ebbene, fu Tremonti a partecipare a tutte le riunioni in cui si elaboro' il Mes. E fu Tremonti a firmare l'11 luglio 2011 il Trattato istitutivo del Mes. Tutto avvenne alal luce del sole. Per esempio, nel corso del Vertice europeo dell'11 marzo 2011, l'allora premier Silvio Berlusconi (in carica dal 2008) firmo' le conclusioni del summit dove di fatto si trovo' l'accordo finale tra gli Stati sul Mes. "I capi di Stato o di governo della zona euro invitano i ministri delle Finanze a portare a  termine i lavori sul Meccanismo europeo di stabilità", si legge. "L'assistenza finanziaria sarà soggetta a una rigorosa condizionalità nell'ambito di un programma di aggiustamento macroeconomico", si legge ancora più avanti. La "rigorosa condizionalità", per intenderci, sono i memorandum di riforme e la Troika.

Il governo di centrodestra, con Lega seconda forza della maggioranza e Meloni ministro, sapeva dunque bene cos'era il Mes. Fu del resto il Consiglio dei ministri di quello che è stato il quarto governo Berlusconi ad approvare il 3 agosto 2011 "il disegno di legge per la ratifica della decisione del Consiglio europeo 2011/199/Ue, che modifica l'articolo 136 del Trattato sul funzionamento della Ue relativamente a un meccanismo di stabilità (Esm - European Stability Mechanism), nei Paesi in cui la moneta è l'euro. Obiettivo della Decisione è far si' che tutti gli Stati dell'Eurozona possano istituire, se necessario, un meccanismo che renderà possibile affrontare situazioni di rischio per la stabilità finanziaria dell'intera area dell'Euro", si legge in una nota che l'Agi attribuisce all'Ue.

In quel Consiglio dei ministri siedevano Meloni ed esponenti della Lega. Non c'era Salvini, all'epoca eurodeputato. Anche lui ebbe occasione di fare qualcosa, almeno di prendere le distanze da quanto fatto dal suo partito al governo: il testo sul Mes, infatti, passo' dal Parlamento europeo, che diede il suo ok alla creazione del nuovo fondo. Presente l'allora europarlamentare del Pd e oggi ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, che si occupo' dei negoziati sul Mes a nome dell'Eurocamera. Salvini, riporta Pagella Politica, era assente.  

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