"Il segreto dei pochi morti di Covid in Germania? 500mila tamponi a settimana"

Lo sostiene l'eurodeputato e medico tedesco Liese. Secondo cui il numero dei contagi in Italia sarebbe molto più alto di quello rilevato. "Noi abbiamo avuto anche più tempo per prepararci, il nostro sistema sanitario è buono" e i primi contagi hanno riguardato giovani in vacanza sulle Alpi

L'eurodeputato tedesco Peter Liese

E' uno dei misteri della pandemia di coronavirus: nonostante gli oltre 36mila contagi ufficiali, la Germania segnala circa 200 vittime. Un tasso di mortalità bassissimo rispetto a Italia, Spagna e Francia, oltre che a quelli dichiarati dal Paese dove la pandemia si sarebbe originata, la Cina. Sul tema, virologi ed esperti dicono di non potersi sbilanciare e le ipotesi sono diverse. Sul web (e anche tra i politici) c'è chi accusa i tedeschi di nascondere i dati delle vittime, magari conteggiando solo i morti per coronavirus, e non quelli, la stragrande maggioranza, che avevano anche altre patologie. Accuse di cui i responsabili sanitari tedeschi non si curano, visto che per loro la risposta al giallo è sempre più chiara: "Noi facciamo tantissimi tamponi, a differenza di Italia, Spagna e Francia", dice l'eurodeputato tedesco Peter Liese, della Cdu, membro della commissione Envi (Ambiente, Salute e Sicurezza Alimentare), dI professione medico.

In effetti, stando ai dati ufficiali di Berlino, ogni settimana in media i vari centri tedeschi dislocati sul territorio realizzano nel complesso 500mila tamponi, circa 70mila al giorno. In Italia, per intenderci, il record giornaliero è stato toccato il 25 marzo con 36mila tamponi. Al 17 marzo, la media giornaliera era di 6mila al giorno, stando ai dati delle Regioni e della Protezione civile. Dati su cui permane più di una incertezza e il sospetto che siano al stimati al rialzo, anziché al ribasso.  

L'under-reporting

Questa differenza nei test, secondo Liese, porterebbe a una "sottostima", o under-reporting, dei casi di contagio in Italia: in altre parole, i contagiati sarebbero molt di più, cosa che farebbe ridurre il tasso di mortalità attualmente rilevato. Certo, spiega sempre Liese, "ci sono diversi motivi. Anzitutto, in Germania abbiamo avuto più tempo per prepararci, e il sistema sanitario è piuttosto buono". Il secondo motivo è "che molte delle infezioni in Germania vengono da persone che sono andate a sciare nell'Italia del Nord, nel Sud Tirolo o nel Tirolo austriaco. Ci sono stati dei focolai nelle stazioni sciistiche: sono andati a sciare, sono tornati, si sono ammalati, sono stati trovati positivi e magari erano gruppi di amici...quando vai a sciare, per definizione non hai più di ottant'anni e non sei seriamente ammalato, cioè non sei sottoposto a cure oncologiche, cardiologiche o per patologie polmonari". e persone che non sono in buona salute, e che quindi in generale resistono meglio al virus, "non vanno a sciare. Si tratta di persone abbastanza in salute, e questo è un altro motivo" alla base del numero di decessi relativamente basso in Germania.

In Italia positivi saranno 20 volte quelli ufficiali'

"Poi, naturalmente - prosegue Liese - questa cosa potrebbe cambiare: abbiamo ora dei casi anche nella popolazione anziana, in ospedali eccetera, il che vuol dire che potremmo vedere altri decessi. Ma la principale ragione, secondo me, è che c'è un serio 'under-reporting' nella maggioranza dei Paesi europei, anche in Germania". "Questo under-reporting - continua Liese - è di gran lunga maggiore in Italia, in Francia, in Spagna e nel Regno Unito. Se l'Italia" aveva due giorni fa circa 64mila casi "direi che si può prendere questo dato e moltiplicarlo non per dieci, ma per venti. Quindi in Italia forse ci sono seicentomila persone già infettate".

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"In Germania - prosegue Liese - facciamo molti test, più che in altri Paesi, quindi probabilmente bisogna prendere le 29mila persone che abbiamo e moltiplicarle per 4 o 5. L'under-reporting è più significativo in Italia, Francia, Regno Unito e anche nei Paesi Bassi rispetto alla Germania". L'Austria "è abbastanza comparabile alla Germania: hanno solo 25 morti, anche se sono vicini dell'Italia. Hanno un focolaio nel Tirolo. In Germania e Austria si fanno molti test", conclude Liese. 

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