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Martedì, 30 Novembre 2021
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Oltre 600 km di Tav in tutta Italia e treni a idrogeno: cosa prevede il Recovery sulla mobilità

Al programma di infrastrutture per il trasporto sostenibile verranno destinati oltre 25 miliardi di euro. Ecco gli impegni presi dal governo

Prima tra i grandi Paesi Ue per numero di auto in strada e maglia nera per la rete ferroviaria. Questa è la condizione italiana di svantaggio nei trasporti che il Belpaese dovrà cercare di lasciarsi alle spalle nei prossimi anni per ricevere tutte le risorse per la ripresa messe sul piatto dall’Ue. Il piano presentato dall’Italia lo scorso 30 aprile si pone infatti l’obiettivo di “rafforzare ed estendere l’alta velocità” a livello nazionale e “potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno”. Al programma di investimenti sulle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” verranno destinati oltre 25 miliardi del Recovery Fund. Che arriveranno solo se il governo di Roma manterrà gli impegni presi.

“Attualmente, il 90% del traffico di passeggeri in Italia avviene su strada (860 miliardi di passeggeri/km all'anno), mentre sulle ferrovie viaggia solo il 6% dei passeggeri (rispetto al 7,9% in Europa)”, si legge nel piano presentato dal governo Draghi e approvato in sede Ue dalla Commissione e dagli altri Paesi europei. In Italia circolano infatti 663 auto ogni mille abitanti a fronte delle 574 in Germania, 519 in Spagna e 482 in Francia. Con questi numeri “il settore del trasporto risulta tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni climalteranti”, ha messo nero su bianco il governo italiano, “con un contributo pari al 23,3% delle emissioni totali di gas serra”. Di qui la scelta di investire massicciamente nel trasporto ferroviario, ma anche nei veicoli a basse emissioni e nella costruzione di nuove infrastrutture per la mobilità pulita.

Entro fine marzo del 2023, si legge nel documento Ue che fissa gli obiettivi da raggiungere, l’Italia dovrà procedere all’assegnazione delle risorse “per realizzare nove stazioni di rifornimento a base di idrogeno per i treni lungo sei linee ferroviarie” e “di tutti gli appalti pubblici per lo sviluppo di almeno 40 stazioni di rifornimento a base di idrogeno” per il trasporto stradale. Entro giugno del 2024 Bruxelles si aspetta anche “69 km di ferrovia ad alta velocità per passeggeri e merci sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Catania”. Altri 274 km di ferrovia ad alta velocità nel Sud Italia dovranno essere pronti entro giugno 2026. Anche nel Nord sui prevedono investimenti nei collegamenti tra la Liguria e le Alpi (53 km entro il 2025) e sulle linee Brescia-Verona-Vicenza-Padova e Verona-Brennero (180 km entro metà 2026). Tra le opere da mettere in funzione entro il 2026 ci sono infine gli 87 km di ferrovia ad alta velocità per passeggeri e merci sulle linee Roma-Pescara, Orte-Falconara e Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia.

Misure che si prevede possano avere un forte impatto positivo anche dal punto di vista ambientale, oltre che dal decongestionamento del traffico stradale con evidenti vantaggi per la circolazione. “Si stima che un aumento della quota dei passeggeri che utilizzano la ferrovia dal 6% al 10% comporterà un risparmio annuo di CO2 pari a 2,3 milioni di tonnellate”, precisa il piano italiano.

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