Venerdì, 23 Luglio 2021

Femmes, i volti delle donne dai margini al Parlamento europeo

Una mostra a Bruxelles racconta i mesi in cui, in pieno primo lockdown, l'Eurocamera ha aperto le sue porte a madri e single in fuga da povertà e violenze dando loro vitto e alloggio in collaborazione con l'ong SamuSocial. Che dice: "In un momento in cui l'amministrazione cittadina faceva fatica a seguire queste persone vulnerabili, l'Ue ha ridato loro una speranza"

Le storie di 15 donne raccontate attraverso le foto di Gael Turine e le parole della giornalista Anne-Cécile Huwart. Donne in fuga da povertà e violenze, da contesti famigliari resi ancora più drammatici dalla pandemia. Sono loro le protagoniste di "Femmes", la mostra con cui il Parlamento europeo ha voluto raccontare una delle pagine di solidarietà più belle scritte da questa istituzione. Che in pieno primo lockdown ha aperto le sue porte a centinaia di madri e single che avevano bisogno di assistenza sociale e psicologica. 

“Allo scoppiare della pandemia, la prima risposta del Parlamento europeo è stata quella di continuare ad assicurare le funzioni legislative, di bilancio e di scrutinio”, ricorda Federico De Girolamo, coordinatore editoriale dell'ufficio stampa dell’Eurocamera. “Assieme alle altre istituzioni Ue, i deputati hanno reagito per creare una risposta europea alla pandemia”, dal piano di ripresa Next Generation EU ai vari fondi d’emergenza mobilitati per far fronte alla crisi sanitaria. “Però il Parlamento europeo è anche un’istituzione che vive il luogo in cui ha la sede”, spiega De Girolamo, “e dunque per iniziativa del Parlamento e del suo presidente, David Sassoli, abbiamo contattato le autorità locali delle tre sedi di lavoro (Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, ndr) per offrire il nostro sostegno” e affrontare “le conseguenze sociali ed economiche della crisi sulla popolazione”.

Di qui l’accordo con l'ong Samusocial a Bruxelles per ospitare le donne vulnerabili negli uffici lasciati liberi dai funzionari, costretti a lavorare da casa per evitare i contagi. L’accoglienza in Parlamento, spiega Sarah Khoudja, tra le responsabili del progetto, oltre a offrire assistenza nell’immediato, “ha permesso a 64 donne (quasi una su quattro di quelle ospitate, ndr) di abbandonare definitivamente la strada” per andare a vivere in luoghi sicuri dove oggi hanno la possibilità unica più che rara di costruire una nuova vita. Il sostegno dell’Eurocamera è dunque destinato a fare scuola e diventare un modello per le tante associazioni che cercano di frenare la crescita dei senzatetto nelle strade di tante metropoli europee.

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