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Sabato, 4 Dicembre 2021
EU4Future

"Produciamo energia sostenibile in base alle caratteristiche delle singole regioni europee"

La proposta del 19enne Giovanni Bruschi al Parlamento Ue: "Nel Mediterraneo pannelli solari, nel Nord Europa sfruttiamo il vento. E serve un'agricoltura davvero sostenibile"

"Ho proposto di sfruttare il più possibile l’energia solare, che è una risorsa rinnovabile e pulita. Dovremmo anche usare le diverse parti d’Europa in modi diversi, alla ricerca du fonti energetiche sostenibili": sono le proposte di Giovanni Bruschi, 19 anni, studente di fashion design a Milano, che è a Strasburgo per partecipare al terzo panel dei cittadini alla Conferenza sul Futuro dell'Europa, quello su cambiamento climatico, salute e ambiente.

Quali sono le proposte concrete che hai portato a Strasburgo?

Il territorio europeo è molto variegato, andrebbe "sfruttato" in base al clima e alla temperatura: nelle zone calde dovremmo mettere pannelli solari per raccogliere l’energia e poi distribuirla in tutto il continente. Nelle zone fredde si potrebbe invece sfruttare il vento, il ghiaccio o l’acqua fredda. E poi nelle zone temperate introdurre un’agricoltura sostenibile e che non faccia morire un settore così importante. Tutto ovviamente senza consumare risorse ed energia, senza sprecare e senza distruggere microclimi e ambiente.

Sei riuscito a parlarne con il tuo gruppo?

Sì, l’ho proposto ai miei colleghi e al moderatore e ne abbiamo discusso. Però secondo me il moderatore era troppo giovane e non è riuscito a indirizzare bene la discussione.

Giovanni Bruschi

In generale, come sono andati i lavori del weekend?

È stato molto impegnativo, abbiamo avuto dibattiti e discussioni su temi molto importanti e molto approfonditi. E poi ci sono state le plenarie con gli esperti, anche quelle molto intense. Ci hanno chiesto quali secondo noi sono i problemi dell’Ue oggi, abbiamo ascoltato opinioni, che poi si sono chiarite e arricchite di storie da diversi Paesi. Nel mio sottogruppo c’erano italiani, finlandesi, francesi”.

Come sono andati i lavori nel tuo sottogruppo?

C’era molta armonia, eravamo d’accordo su tutti i temi quindi non ci sono stati grandi problemi. Abbiamo parlato di una tassazione europea unica in tutta l’Unione, di sfruttamento dell’immigrazione, ma anche dei temi del panel: di inquinamento, di consumo di energia e di risorse rinnovabili, di Green pass.

Tu sei molto giovane: l’Europa ha deciso che un terzo degli invitati a Strasburgo dovesse avere meno di 26 anni. Secondo te è stata una decisione giusta?

È stata una buonissima cosa invitare persone giovani, perché sono più informate e interessate all’Europa del 2050. Ma allo stesso tempo avere con noi adulti e anziani è positivo perché loro possono guidarci e aiutarci a capire, hanno l’esperienza che manca a noi. Sono comunque tutte persone mentalmente aperte.

Qual è la tua idea di Unione europea?

Ho viaggiato molto in tutta Europa, ho potuto vederla nel pratico. A volte mi sembra che l’Unione non riesca a tenere insieme i Paesi, che questi siano lontani tra di loro. Però penso che il problema sia degli Stati però. Se l’Europa fosse completamente unita, se gli Stati riuscissero ad amalgamarsi di più, l’Unione potrebbe essere una delle potenze mondiali.

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