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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Ecofin

Ue verso il ritorno del Patto di stabilità: i 'falchi' insistono sulla riduzione del debito

Al primo confronto sulle nuove regole è stata esclusa la proroga alla clausola che oggi consente di indebitarsi senza limiti. Germania in prima linea sulla sostenibilità dei conti pubblici

Niente da fare per i Paesi più indebitati. L'Unione europea marcia verso un ritorno del Patto di stabilità e delle sue regole. La General escape clause, la clausola al Patto attivata durante la pandemie e che ha premesso ai governi Ue di sfondare il tetto del 3% sul deficit, salvo colpi di scena, verrà ritirata alla fine di quest'anno. Il tempo stringe e i governi sono ora chiamati a trovare un accordo sulle nuove regole di stabilità per scongiurare il ritorno di quelle vecchie, ormai ritenute inadatte da tutti, ma implicitamente difese da diversi governi.

Ma il primo confronto tra i ministri dell'Economia sulla riforma delle regole fiscali si è concluso con una fumata nera. Sono ancora troppo distanti le posizioni tra i diversi governi influenzati da differenti sensibilità nazionali. Per Berlino "è nostra responsabilità consegnare finanze pubbliche stabili alle future generazioni", ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner. Ma la situazione, ha aggiunto in occasione della riunione a Bruxelles, è "estremamente complicata" perché "da una parte dobbiamo pagare interessi ai mercati capitali e dall'altra cerchiamo più investimenti pubblici". "Preferisco pagare meno tassi interesse e usare questi soldi per gli investimenti pubblici", ha messo in chiaro il ministro che ha confermato la ricetta economica tedesca basata sulla stabilità dei conti pubblici. 

Viene considerato tra i cosiddetti 'falchi' anche il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, che al termine della riunione ha ammesso le divergenze tra i vari governi. "Occorre raggiungere il giusto equilibrio tra titolarità e specificità del Paese da un lato, parità di trattamento degli Stati membri, prevedibilità e trasparenza dall'altro", ha detto per far capire che da una parte ci sono i governi che non vogliono farsi dettare la politica economica da Bruxelles, dall'altra quelli che non ammetteranno deroghe ed eccezioni alle norme di stabilità.

Perché l'Italia viene considerata l'anello più debole in Europa

"Ci sono anche molti dettagli tecnici ancora da appianare e concordare, ma si può dire che abbiamo gettato solide basi affinché il Consiglio possa fornire una visione chiara a marzo", ha concluso auspicando il raggiungimento di un accordo. 

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