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Giovedì, 18 Agosto 2022
Passo indietro?

L'Ue e il Regno Unito frenano sulle sanzioni al petrolio russo

Secondo il Financial Times, rinviato lo stop alle coperture assicurative per le petroliere di Mosca. Il timore è di alimentare ancora di più l'inflazione

Non basta l'embargo all'import nei propri porti: per colpire davvero al cuore il business del petrolio russo bisogna fermare i tank che trasportano l'oro nero del Cremlino in giro per il mondo. E per farlo un'arma consiste nel togliere la copertura assicurativa a queste navi. Due mesi fa, l'Unione europea ha annunciato l'intenzione di usare questa arma, sottolineando però che per eliminare in modo completo le assicurazioni marittime occorre avere la cooperazione del Regno Unito, dove hanno sede le principali compagnie del settore. Considerato il ruolo di prima fila assunto da Londra nella battaglia di sanzioni contro Vladimir Putin, l'obiettivo di Bruxelles sembrava facile da raggiungere. Ma a quanto pare, le cose sono più complicate. Secondo il Financial Times, infatti, sia il Regno Unito, sia la stessa Unione europea "hanno allentato i piani per bloccare le vendite del petrolio russo escludendo la Russia dalla copertura assicurativa marittima dei Lloyd", ossia il gigante delle assicurazioni britanniche.

Il motivo? Secondo il quotidiano della Ciy, Londra e Bruxelles hanno preferito permettere "la consegna di alcune forniture per evitare l'ulteriore impennata dei prezzi del greggio che sarebbe stata causata da un blocco totale delle forniture via mare". E di conseguenza, evitare di alimentare ancora di più l'inflazione, che continua a toccare livelli record erodendo il potere di acquisto della famiglie. 

Il Financial Times ricorda che "due mesi fa l'Unione europea aveva annunciato un bando globale dalle assicurazioni marittime per le navi che trasportano il petrolio russo, aspettandosi un'azione cordinata con il governo britannico". "Tuttavia Londra deve ancora introdurre una simile restrizione e la partecipazione della Gran Breagna è cruciale per l'efficacia di queste restrizioni", spiega il quotidiano.

"Una proibizione congiunta Ue-Regno Unito delle assicurazioni marittime costituerebbe la misura restrittiva più dura introdotta fino questo momento sul petrolio russo, ponendo fine all'accesso a gran parte della flotta globale di navi cisterna per le esportazioni di Mosca", ricorda il Financial Times, sottolineando che "fonti Usa hanno espresso preoccupazione che un simile bando globale avrebbe effetti immediati sui prezzi spingendo milioni di barili di greggio e prodotti petroliferi russi fuori dal mercato".

Per il momento, dunque, resta in vigore solo il divieto di assicurazione dell'Ue, introdotto il 4 giugno, che impedisce alle compagnie del blocco di stipulare una nuova assicurazione per qualsiasi nave che trasporta petrolio russo, ovunque essa sia diretta. I contratti esistenti rimangono validi fino al 5 dicembre, quando tutte queste attività saranno bandite. Bruxelles, però, ha introdotto alcune esenzioni, scrive il Financial Times, che di fatto consentiranno a Rosneft, gigante russo del petrolio, di continuare a vendere il suo oro nero in giro per il mondo. 

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