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Domenica, 26 Giugno 2022
Strasburgo

"In arrivo 200 navi di gas liquefatto, Ue ora al sicuro se Mosca taglia le forniture"

L'annuncio della presidente della Commissione von der Leyen durante il suo intervento al Parlamento europeo sulla crisi in Ucraina

Solo a gennaio, sono arrivate circa 120 navi in Europa che hanno portato rifornimenti di gnl, gas naturale liquefatto. E "oltre 200" sono in arrivo. Per questo, l'Ue adesso è "al sicuro" se la Russia dovesse bloccare le forniture di gas in caso di guerra in Ucraina. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervendo al Parlamento Ue a Strasburgo. 

"Abbiamo esaminato tutte le possibili perturbazioni se la Russia sceglie di usare l'energia come leva di pressione e posso dire che per questo inverno siamo al sicuro", ha spiegato von der Leyen. "Con gli Stati membri abbiamo messo a punto misure di emergenze che possiamo mettere in campo se si arriva a una crisi totale: oltre 200 navi di gnl sono in arrivo in Europa", ha detto. "Ma dobbiamo anche investire per liberarci dalla dipendenza dalla Russia per il gas", ha aggiunto.

Sul gnl, aveva dichiarato poco prima in una intervista all'Agi, "abbiamo parlato con altri fornitori affidabili di gas", per esempio Stati Uniti, Qatar, Egitto, Azerbaigian, Nigeria per incrementare la loro fornitura all'Unione europea. Abbiamo parlato anche ai grandi acquirenti di gnl per chiedere se possono trasferire dei contratti a favore dell'Unione", spiega. "La scorsa settimana ho parlato con il primo ministro della Corea del Sud e questa mattina (ieri, ndr) ho parlato con il premier del Giappone che è deciso a trasferire i contratti a favore dell'Ue, in modo che i fornitori, come ad esempio il Qatar, possano dirottare le loro consegne in eccesso, previste inizialmente per il Giappone, verso l'Unione europea Questi sforzi stanno ora dando i frutti. E questo è buono. Vediamo ad esempio che a gennaio l'Unione europea ha avuto consegne record di gnl: 120 navi che equivalgono circa a 10 miliardi di metri cubi di gas".

Numeri che non possono certo coprire un eventuale stop di lunga durata da parte della Russia: "Il 24% di tutta l'energia nell'Ue è dal gas naturale, di cui il 90% è importato. Di questo 90%, il 40% arriva da Gazprom, il fornitore russo di gas. Sono due le fonti: una è la riserva, l'altra i gasdotti. Le riserve devono essere riempite durante l'estate in preparazione dell'inverno. Ora, se guardiamo alle riserve totali siamo al 34%, che equivale a 34 miliardi di metri cubi. Ma è interessante che il più grande fornitore, Gazprom, ha la sua riserva sotto il 15%. Ed è un comportamento strano per un'azienda che non approfitta di una situazione di un'altissima domanda e prezzi molto alti per massimizzare il profitto". Per von der Leyen, dunque, Gazprom, ossia Mosca, non è affidabile.

Ecco perché, a prescindere da quello che accadrà con la crisi ucraina, il piano della presidente della Commissione è "di ottenere l'indipendenza dal gas russo", anche a costo di andare contro agli interessi del Paese di cui è stata fino a qualche anno fa ministra della Difesa, la Germania. Von der Leyen, infatti, ha ribadito l'intenzione di mettere in discussione il Nord Stream 2, il gasdotto nato per raddoppiare le forniture dirette di gas sull'asse Mosca-Berlino e tra i fattori più delicati della crisi in corso tra Russia e Occidente. "Intanto va chiarito che (il Nord Stream 2, ndr) non è ancora operativo - dice la presidente della Commissione all'Agi - Il processo di certificazione è in corso a livello delle autorità tedesche. Successivamente, la Commissione esprimerà il suo parere. In questo contesto saremo molto vigili se e in che modo la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per l'Europa è influenzata. Appare difficile giustificare se una maggiore fornitura da parte dello stesso produttore contribuisca a promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Europa", si lamenta von der Leyen.

Il parere di Bruxelles potrebbe comunque venire anticipato da un'altra mossa, quella delle sanzioni al nuovo gasdotto minacciate dagli Usa in caso di aggressione russa all'Ucraina. Berlino non ha mai chiarito se si allineerà a questa eventuale misura. E l'Ue? "Siamo totalmente allineati con i nostri partner di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada su questo", assicura von der Leyen. 

Ma come fare senza Nord Stream 2 in futuro? La presidente della Commissione dice che Bruxelles ha imparato la lezione dall'invasione della Crimea. "Abbiamo aumentato ed espanso la nostra rete di gasdotti. Per esempio, il Corridoio sud è ora operativo. E ancora: il gasdotto che va dalla Norvegia, Polonia agli Stati baltici sarà operativo molto presto. Ed entrambi, ovviamente, aumentano le forniture se necessario", conferma von der Leyen. "Abbiamo aumentato i nostri terminal di gnl ad una capacità totale di 160 miliardi metri cubi e rafforzato la rete paneuropea di gasdotti e di interconnettori, così con i terminal Gnl e i gasdotti si può indirizzare il gas ovunque si voglia nell'Ue". Gasdotti e interconnettori che "saranno la spina dorsale per la futura rete europea per l'idrogeno verde", conclude. 

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