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Domenica, 25 Febbraio 2024
Conti pubblici

L'Europa salva la manovra, ma boccia la riforma fiscale: "Più oneri su famiglie e imprese"

L'opinione della Commissione Ue sul documento programmatico di bilancio per il 2024: "Ridurre tasse su lavoro e aggiornare il catasto"

Nessuna bocciatura piena, ma su alcune "materie" la manovra economica del governo di Giorgia Meloni è rimandata. In particolare sulla riforma fiscale, che rischia di aumentare "l'onere sulle imprese e sulle famiglie adempienti", ossia su chi paga le tasse. È quanto si legge nell'opinione che la Commissione europea ha stilato sul documento programmatico di bilancio dell'Italia per il 2024.

La notizia positiva è che la manovra, nonostante il deficit ben oltre il 3% e un debito pubblico che dovrebbe aumentare nel 2024 anziché ridursi, non viola il Patto di stabilità, secondo Bruxelles. Semmai, il documento varato da Roma "non è pienamente in linea con le raccomandazioni del Consiglio" degli Stati membri. Ma su questo, va detto, l'Italia è in buona compagnia: lo stesso giudizio è stato dato per altri otto Paesi, tra cui le 'frugali' Germania e Olanda. Mentre la Francia, insieme a Belgio, Croazia e l'altra frugale Finlandia, sfiora la bocciatura per via del discostamento dalle raccomandazioni Ue.

Mal comune, mezzo gaudio? Non proprio. La Commissione avverte che comunque il prossimo anno, con il ritorno in vigore del Patto di stabilità, partiranno le procedure per deficit eccessivo. Il governo prevede di portare il deficit 2024 al 4,3%, contro il 5,3 di quest'anno. Ma quello che preoccupa di più è l'aumento del debito pubblico previsto da Bruxelles per il prossimo anno, in controtendenza con quanto invece stima Roma nel suo documento programmatico. Il problema, per la Commissione, è che l'economia italiana crescerà meno di quanto prevede il governo. 

Ecco perché sarebbe meglio contenere di più la spesa pubblica: la manovra economica, scrive la Commissione, "prevede fondi aggiuntivi per il rinnovo dei contratti pubblici 2022-2024 (anche per il settore sanitario), la proroga al 2024 di alcuni regimi di prepensionamento (con alcune modifiche), misure volte a sostenere la natalità e fondi aggiuntivi per il settore sanitario, gli enti locali e le aree colpite dalle inondazioni nel maggio 2023". Tutte queste misure sono solo in parte compensate da risparmi di spesa e spending review, secondo Bruxelles. Il loro impatto "sarà pari allo 0,7% del Pil nel 2024", e, quel che è peggio, "la maggior parte di esse avrà un effetto permanente" sulle casse pubbliche. Altra nota dolente sono i sussidi alle bollette: è vero che l'Italia ha programmato un progressivo stop agli aiuti, ma i risparmi derivanti da questi tagli non andranno tutti a ridurre il deficit.  

Le bacchettate maggiori, però, arrivano alla fine dell'opinione di Bruxelles, e riguardano il fisco. La Commissione ricorda che lo scorso luglio il Consiglio degli Stati membri ha "raccomandato all'Italia di ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e di rendere il sistema fiscale più efficiente adottando e attuando debitamente la legge delega sulla riforma fiscale, preservando nel contempo la progressività del sistema fiscale e migliorando l'equità, in particolare razionalizzando e riducendo le spese fiscali, compresa l'Iva e i sussidi dannosi per l’ambiente, e riducendo la complessità del sistema fiscale". Il Consiglio ha inoltre raccomandato all'Italia "di allineare i valori catastali agli attuali valori di mercato".

Tutto questo non è stato fatto. E laddove il governo ha agito, l'opinione di Bruxelles è negativa. Il riferimento è alle misure sulla tassazione: "Questi interventi, compresa la revisione delle detrazioni fiscali, hanno una portata piuttosto limitata e non affrontano l’erosione della base imponibile, ulteriormente ridotta lo scorso anno con l’estensione dei regimi forfettari per i lavoratori autonomi", scrive la Commissione. Nel complesso, "i frequenti cambiamenti nella politica fiscale aumentano l’incertezza nell’economia, rendendo il sistema fiscale più complesso e aumentando l’onere sulle imprese e sulle famiglie adempienti", ossia su chi paga le tasse, conclude la Commissione.

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