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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia Regno Unito

Ultimatum di Bruxelles alle banche europee a Londra: basta camere di compensazione nella City

La capitale del Regno Unito gestisce ancora circa il 90% dei derivati sui tassi di interesse in euro, ora Bruxelles vuole riportare nel continente il lucrativo giro d'affari

Bruxelles vuole che le banche europee con sedi nella City trasferiscano le redditizie attività di compensazione nel continente e ha assicurato che l'accordo temporaneo che consente loro di operare attraverso Londra non sarà esteso oltre il 2025. L'approccio intransigente è iniziato quando Mairead McGuinness, la commissaria europea per i Servizi finanziari, ha lanciato una consultazione allo scopo di rendere più "attraenti" le stanze di compensazione dell'Ue, e ha promesso di ridurre l'"eccessiva dipendenza" del blocco da Londra e dai suoi 660 trilioni di euro di mercato di compensazione.

Le stanze di compensazione fungono da intermediari negli scambi di derivati tra banche e sono diventate una parte vitale del sistema finanziario dalla crisi finanziaria del 2008. Come sottolinea il Telegraph la City è di gran lunga il più grande centro in Europa per attività di compensazione, gestendo circa il 90% dei derivati sui tassi di interesse in euro in un'attività che fa gola ai rivali tra cui Parigi. L'Ue ha insistito dopo la Brexit che le banche con sede all'interno del blocco sarebbero state escluse da Londra, con una data limite iniziale di gennaio 2020. Tuttavia questa scadenza è stata ripetutamente spostata a causa delle preoccupazioni sulla stabilità finanziaria e sulla riduzione dell'accesso a prodotti come i mutui. McGuinness all'inizio di questo mese ha spostato ulteriormente l'asticella al giugno 2025, ma ha garantito che ora diventerà inamovibile.

I funzionari comunitari ritengono che tre anni da oggi saranno sufficienti per trasferire abbastanza attività senza creare scompensi finanziari. "Siamo chiaramente alla fine del percorso, non ci saranno ulteriori estensioni dopo questi tre anni", ha detto un funzionario Ue alla Reuters.

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