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Sabato, 22 Giugno 2024
Le misure

Una tassa europea su grandi imprese e finanza (per pagare i Pnrr), ma FdI e Lega dicono no

L'Eurocamera ha approvato un pacchetto di proposte per accrescere le entrate dell'Ue. E controbilanciare l'aumento dei tassi d'interesse sui prestiti del Recovery fund

Si chiamano "risorse proprie", e sono le fonti di incasso con cui l'Unione europea riesce a rimpinguare il proprio bilancio senza dovere far leva sui contributi degli Stati membri. Queste risorse proprie sono diventate ancora più importanti dopo la pandemia, perché Bruxelles ha deciso di farvi leva per sostenere i costi del Netx Generation Eu, il programma per la ripresa che porterà in Italia oltre 190 miliardi nell'ambito del Pnrr. Lo schema è questo: la Commissione si indebita emettendo titoli sui mercati e i soldi ricavati li gira agli Stati. Solo che il debito va ripagato. Ed è qui che al Parlamento europeo (e non solo) è scattato l'allarme: con l'aumento esponenziale dei tassi di interesse, gli oneri finanziari per Bruxelles potrebbero diventare insostenibili. Ecco perché servono nuove risorse proprie. Dove trovarle? Da qui la proposta della maggioranza dell'Eurocamera di introdurre nuove tasse europee, tra cui una imposta sulle grandi imprese e una tassa sulle transazioni finanziarie.

La proposta è stata approvata dalla maggioranza, composta dal Ppe (di cui fa parte Forza Italia, che ha però scelto di astenersi dal voto), dal centrosinistra (S&D) e dai liberali (Renew). Contrari, invece, i partiti di destra, tra cui i gruppi di Fratelli d'Italia (Ecr) e Lega (Id). I deputati, si legge in una nota del Parlamento, sono "fortemente preoccupati" che gli importi generati dalle nuove risorse proprie non saranno sufficienti a coprire tutti i rimborsi e i costi di prestito del "Next Generation Eu", stimati in almeno 15 miliardi di euro all'anno in media fino al 2058. I prestiti del fondo per la ripresa ammontano a 385,5 miliardi, di cui un terzo destinato all'Italia. 

Le nuove tasse

"Lo shock economico e sociale dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, il pesante impatto dell'inflazione sul bilancio dell'Ue e la crescente corsa globale per plasmare il futuro della produzione di tecnologie energetiche pulite sono ulteriori sfide che sottolineano la necessità di rivalutare il sistema delle risorse proprie dell'Ue", si legge ancora nella nota dell'Eurocamera. Da qui, la proposta di introdurre quattro nuove tasse europee. Tra queste, la prima è una "imposta sulle società" con "una base imponibile comune" in tutta l'Ue e con la previsione della "distribuzione degli utili tra gli Stati membri mediante una formula o un modello di ripartizione dell'imposta". 

Il Parlamento chiede poi una tassa sulle criptovalute e una imposta sulle transazioni finanziarie all'interno dell'Ue. La proposta prevede anche una tassa 'etica', ossia una imposta per quelle imprese straniere che vendono i loro prodotti in Europa ma che nel loro Paese pagano i lavoratori con paghe al di sotto della soglia di povertà. "Queste entrate non penalizzeranno i cittadini europei", ha assicurato José Manuel Fernandes, esponente del centrodestra (Ppe).  

Insieme alla maggioranza (salvo alcune defezioni, tra cui le astensioni di Forza Italia), il testo è stato approvato anche da Verdi e Sinistra. Contrari, come dicevamo, i partiti di destra, tra cui FdI e Lega. A loro avviso, la soluzione è tagliare le spese dell'Ue. La Commissione presenterà una sua proposta nei prossimi mesi.

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