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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
La classifica / Svezia

Come la Svezia è diventata il Paese leader nell'export di elettricità in Europa

Nel primo semestre del 2022, Stoccolma ha superato la Francia. Mentre l'Italia si conferma il più grande importatore netto dell'Ue

Nella prima metà del 2022, la Svezia è diventato il più grande esportatore netto di elettricità dell'Unione europea. Stoccolma ha superato la Francia, tradizionalmente leader Ue in questo campo grazie alle sue centrali nucleari. Ma i problemi di manutenzione e quelli legati alla forte ondata di calore che stanno compromettendo la capacità di produzione dei reattori ha ridotto l'export dei transalpini. Superati, in questa classifica, anche dalla Germania e dalla Spagna. Fanalino di coda, invece, l'Italia, che è il più grande importatore netto di elettricità dell'Ue. È quanto emerge da un'analisi di EnAppSys.

Ma come è riuscita la Svezia a diventare il principale esportatore di elettricità del blocco? Secondo EnAppSys, nel primo semestre di quest'anno, la bilancia commerciale dell'elettricità del Paese scandinavo (ossia la differenza tra esportazioni e importazioni) ha fatto registrare un avanzo di 16 terawattora (TWh). Per avere un'idea, l'Italia (tra dare e avere) ha dovuto importare 21,7 terawattora.

Le principali fonti di produzione di elettricità svedese sono l'energia idroelettrica e quella nucleare, con 66 TWh e 52 TWh. Un grande ruolo lo rivestono anche i biocarburanti, mentre la produzione di petrolio continua a calare. Di contro, il governo di Stoccolma ha fatto grossi investimenti sulle rinnovabili, in particolare sull'eolico: la produzione di elettricità dal vento, secondo i calcoli dell'Agenzia svedese dell'energia, dovrebbe aumentare da 27,4 TWh nel 2021 a 46,9 TWh nel 2024. 

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Guardare solo al lato della produzione, però, non basta a cogliere il quadro d'insieme: la capacità di esportazione, infatti, dipende anche dalla capacità di contenere i consumi di famiglie, imprese e trasporti. Su questo aspetto, la Svezia ha da tempo fatto grandi investimenti per le abitazioni e per spingere le imprese, industria compresa, verso l'efficienza. Anche sui trasporti, sono stati fatti passi in avanti che, secondo le previsioni di Stoccolma, dovrebbero contenere l'aumento della domanda di energia nei prossimi anni. Stando a queste stime, la Svezia prevede di aumentare entro il 2024 le sue esportazioni nette.

Senza nulla togliere ai meriti di Stoccolma, va anche detto che l'analisi di EnAppSys tiene a precisare che "l'ascesa della Svezia in cima alla classifica delle esportazioni ha avuto più a che fare con il passaggio della Francia da esportatore netto all'inizio dell'anno a importatore netto". Il crollo di Parigi si deve ai guai delle sue centrali nucleari, che dovrebbero produrre quest'anno circa 290 TWh contro i 330 preventivati appena un anno fa.

La Francia è passata dall'essere un esportatore netto di 21,5 TWh nella prima metà del 2021 a un importatore netto di 2,5 TWh nella prima metà del 2022 poiché le importazioni sono raddoppiate a 18,9 TWh e le esportazioni sono scese a 16,4 TWh. Ma le prestazioni francese, più che per Parigi, sono un cruccio per Berlino: per quanto la Germania sia stato finora il secondo esportatore netto di elettricità con 15,4 TWh, il doppio dei livelli registrati a metà del 2021,  contraccolpi di un'eventuale stop alle forniture di gas dalla Russia sarebbero enormi. E mai come in questo caso, la produzione nucleare francese sarebbe vitale. 

Per aumentare l'offerta dei suoi reattori, lunedì l'autorità di regolamentazione dell'energia nucleare francese ha esteso le deroghe temporanee consentendo a cinque centrali elettriche di scaricare acqua calda nei fiumi mentre il Paese è alle prese con la sua quarta ondata di caldo estivo e una crisi energetica.

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