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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Rigore e crescita

L'Olanda ora è meno frugale: asse con la Spagna per cambiare il Patto di stabilità

All'Eurogruppo presentata una proposta congiunta con Madrid per riformare le regole di bilancio. E "bilanciare lo strapotere" di Germania, Francia e Italia a Bruxelles

Durante la prima fase della pandemia, quando l'Europa si era drammaticamente divisa tra frugali e Paesi del Sud sul modo con cui rispondere alla crisi, erano su fronti diametralmente opposti. Ma adesso che la guerra in Ucraina sta aprendo una nuova (e forse ancora più profonda) crisi, Olanda e Spagna sembrano sulla stessa linea sui temi economici, per la precisione per quel che riguarda la riforma delle regole del Patto di stabilità, ancora sospese dopo lo stop determinato dal Covid.

Il governo del socialista Pedro Sanchez e quello del liberale (e frugale) Mark Rutte hanno infatti presentato un documento congiunto all'Eurogruppo in cui delineano una riformulazione delle norme del Patto in linea con quanto chiedono da tempo i Paesi del Sud (e a più alto debito pubblico), ossia meno austerity. La novità, chiaramente, è che a chiederlo sia l'Olanda, finora ferma nel mantra che il Patto sia già abbastanza flessibile di suo per venire incontro a tutte le esigenze, e che pertanto non vada modificato.

Secondo quanto anticipato da diversi media, la proposta olandese-spagnola indica che in un contesto segnato da "livelli di debito più elevati", servono strategie di consolidamento "specifiche per Paese" e più "realistiche" rispetto a quelle previste dalla 'debt rule', che richiede il taglio ogni anno di un ventesimo della quota di debito eccedente il 60% del Pil. Nel documento si chiede anche agli Stati membri di preparare "cuscinetti" nel bilancio, che possano essere utilizzati per assorbire gli "schock" e si enfatizza l'importanza di avere "investimenti pubblici di alta qualità", per raggiungere gli obiettivi della transizione verde e di quella digitale. 

In altre parole, si apre alla possibilità di adattare il Patto al profilo di ogni Paese, in modo da rendere più realistici gli impegni per tenere in equilibrio crescita e stabilità dei conti. Per la Spagna, significherebbe portare a casa meno austerity. Mentre il governo del "concreto" Rutte potrebbe spiegare ai suoi contribuenti che con impegni più realistici si potrà consentire ai debitori del Sud di rispettare davvero quelle regole di bilancio finora disattese, spingendoli ai tagli alle spese solo in caso di crescita generale dell'economia, e non quando c'è una crisi (come successo a cavallo del 2010). Il che si è rivelato alla lunga controproducente per tutti.

Non sono ancora chiari i dettagli della proposta di Madrid e L'Aja, ma di sicuro la loro azione congiunta è un messaggio chiaro a Berlino, Parigi e Roma. Finora, infatti, il dibattito sul futuro del Patto di stabilità sono state polarizzate tra Germania da un lato, e il duo Francia-Italia dall'altro, con Emmanuel Macron e Mario Draghi ad aver lanciato sul Financial Times la loro idea di riforma delle regole di bilancio dell'Ue. Spagna e Olanda, che rappresentano la quarta e la quinta economia del blocco, evidentemente hanno deciso di entrare nella discussione, scrive Politico, anche per "bilanciare quella che molti vedono come un'influenza smisurata di Francia, Germania e Italia" in seno al Consiglio Ue. Ossia l'organo dove decide alla fine il futuro delle politiche europee. 

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