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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
La crisi energetica

Spagna e Portogallo in soccorso della Germania: "Pronti a costruire un nuovo gasdotto"

Madrid e Lisbona hanno dato il loro assenso alla proposta di Berlino: la nuova infrastruttura potrebbe essere pronta in 9 mesi

Spagna e Portogallo approvano la proposta del cancelliere Olaf Scholz di collegare la penisola iberica e la Germania attraverso un gasdotto, e fare così fronte alla riduzione delle importazioni dalla Russia con il gas naturale liquefatto (gnl) che arriva nei terminali dei due Paesi del Sud Europa. La nuova infrastruttura potrebbe essere pronta in 9 mesi, ha detto la ministro spagnola per l'Energia Teresa Ribera.

Dopo la riduzione delle consegne di gas russo attraverso il Nord Stream, e dinanzi al rischio di uno stop totale, Berlino è alla disperata ricerca di canali di approvvigionamento energetico alternativi a Mosca. Quella che finora è stato uno dei punti di forza dell'economia tedesca, ossia l'essere il principale importatore di gas dalla Russia, è diventato adesso un motivo di debolezza. Tanto più che il Paese, a differenza per esempio di Spagna, Francia e Italia, è privo di terminali per l'importazione di gnl.

La penisola iberica, invece, ha due grandi vantaggi: dispone di diversi terminali che possono essere la porta delle nuove scorte di gnl promesse dagli Stati Uniti e da altri Paesi extra Ue, e, nel caso della Spagna, ha connessioni con i giacimenti del Nord Africa. Da qui la proposta di Scholz di mettere fine alla carenza di un gasdotto che dall'Ovest dell'Europa arrivi nel Nord-Est . "Sono molto attivo nei colloqui con i miei due colleghi in Spagna e Portogallo”, ha detto il cancelliere riferendosi ai primi ministri Pedro Sanchez e Antonio Costa, “ma anche con il presidente francese”, Emmanuel Macron, “e la presidente della Commissione europea”, Ursula von der Leyen, “nel sostenere che dovremmo intraprendere un progetto del genere”.

Progetto che in realtà già c’è. Si chiama Midcat e, secondo i piani originari, avrebbe dovuto portare il gas dal Portogallo e dalla Spagna alla Germania passando per la Francia (che è già connessa con Berlino). Lanciato nel 2013, il piano attirò le critiche dei gruppi ambientalisti prima di essere abbandonato nel 2019. Ora, sia Madrid che Lisbona si dicono pronte a colmare il gap. Chiaramente insieme a Francia e Germania. Il primo ministro portoghese Antonio Costa ha dichiarato che la "Germania può contare al 100% sull'impegno del Portogallo nella costruzione di un gasdotto". Scrivendo su Twitter Costa ha aggiunto: "Oggi gas, domani idrogeno verde".

"La Germania sta diventando l'anello debole dell'Europa"

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