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Domenica, 7 Agosto 2022
La crisi energetica / Germania

Scholz: "Mantenere le centrali nucleari in funzione può avere senso"

Il cancelliere tedesco per la prima volta apre al prolungamento dei reattori ancora attivi. E attacca la Russia sul gas

Il prolungamento delle tre centrali nucleari del Paese "può avere senso". Con queste parole, il cancelliere tedesco Olaf Scholz apre alla possibilità di mantenere in funzione gli ultimi reattori ancora attivi in Germania, la cui chiusura è al momento programmata per la fine dell'anno. L'uscita dal nucleare è uno dei punti fermi per i Verdi, uno dei tre partiti della coalizione di governo. Ma le tensioni sulle forniture di gas dalla Russia potrebbero spingere Scholz a mettere la questione della sicurezza energetica davanti alle rimostrazioni ambientaliste.

"Per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico in Germania, le ultime tre centrali nucleari sono rilevanti esclusivamente per la produzione di elettricità, e solo per una piccola parte di essa. Tuttavia, può avere un senso" mantenerle attive, ha sottolineato il capo di governo durante una conferenza stampa tenuta oggi presso la fabbrica di Siemens Energy a Mülheim an der Ruhr.

Il luogo scelto per l'annuncio è simbolico: la Siemens è infatti l'azienda che si occupa della manutenzione del gasdotto russo Nord Stream, e che attende di installare la ormai famosa turbina indicata da Gazprom, il gigante energetico di Mosca, come la causa delle limitazioni alle forniture di gas avvenute in queste settimane. Inizialmente, Gazprom aveva lamentato che la turbina, prodotta in Canada, era stata bloccata dalle sanzioni occidentali. Il governo canadese, su richiesta di Berlino, ha dunque provveduto a esentare il macchinario e a consentirne la spedizione in Germania, e da qui alla Russia. Sembrava tutto risolto, ma da Mosca sono arrivate nuove complicazioni e la turbina è ancora ferma nel deposito della Siemens.

Da qui la rabbia di Scholz, che ha accusato la Russia di essere responsabile del blocco della consegna della turbina: "Non c'è motivo per cui la consegna non debba avvenire", ha dichiarato il cancelliere tedesco. Mosca deve solo "fornire le informazioni doganali necessarie per il trasporto in Russia", ha affermato Scholz. Il timore di Berlino è che il Cremlino stia usando una serie di scuse per ridurre le forniture di gas alla Germania e impedire il riempimento delle riserve prima dell'inverno.  

Per far fronte a questa eventualità, e alla potenziale minaccia di uno stop totale alle forniture, l'Unione europea ha varato un piano di emergenza valido per tutti i Paesi membri, con tagli ai consumi del 7% entro marzo rispetto alla media degli ultimi anni. Bruxelles avrebbe voluto un taglio maggiore, pari al 15%, una richiesta che è stata vista da diversi governi Ue come uno sforzo eccessivo e non necessario, se non per venire incontro alle esigenze dei Paesi più esposti al gas russo, come la Germania, per l'appunto. Va bene la solidarietà, insomma, ma entro certi limiti.

Per Berlino, la situazione è critica. E il nucleare comincia a fare gola. Fino a ora era previsto che entro la fine dell'anno venissero spente le 3 centrali nucleari ancora attive nel Paese, che producono circa il 6% dell'energia elettrica tedesca: Isar II in Baviera, Neckarwestheim II in Baden-Württemberg e Emsland in Bassa Sassonia. Dei tre partiti della coalizione, i liberali sono stati i primi a chiedere un ripensamento dello stop ai reattori. Scholz, adesso, sembra allinearsi a questa richiesta. Il cancelliere ha nuovamente sottolineato che un passaggio importante per decidere in merito saranno gli stress-test attualmente in corso sull'approvvigionamento dell'elettricità in Germania. 

Scholz ha anche sottolineato che una difficoltà attuale dell'emergenza energetica è la disomogeneità dell'uso delle fonti rinnovabili nei vari Laender tedeschi, aggiungendo che ad esempio la Baviera è in ritardo nel campo dell'eolico. Nel frattempo, ha detto Scholz, verranno riattivate come già deciso nuove centrali elettriche a carbone e sarà comunque necessario "risparmiare più gas possibile". Tutto questo serve a "prepararsi a un periodo difficile" sul fronte dell'energia.

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