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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Al Forum Economico di Vladivostok / Russia

Putin ammette che le sanzioni stanno facendo male alla Russia

Ad essere colpite sono le regioni e le aziende più dipendenti dalle importazioni dell'Europa. Il presidente minaccia di ridurre le esportazioni di grano e di non rispettare i contratti su gas e petrolio

Vladimir Putin ha affermato che l'economia russa sta reggendo il colpo di quella che ha definito una aggressione finanziaria e tecnologica dell'Occidente, ma ha riconosciuto che le sanzioni stanno creando difficoltà in alcune industrie e regioni. Parlando all'Eastern Economic Forum di Vladivostok, il presidente russo ha ammesso che le aziende che dipendono dalle forniture dall'Europa sono in difficoltà e che per l'economia della nazione si prevede un declino del 2/2,5 percento. A causa di questa situazione il governo ha previsto un surplus di bilancio quest'anno, che secondo il leader russo sarà di 0,5 trilioni di rubli (8,26 miliardi di euro), mentre il Pil diminuirà di "circa il 2 percento o poco più", ha detto.

“La pandemia è stata rimpiazzata da nuove sfide globali che pongono una sfida al mondo intero. Mi riferisco alla frenesia delle sanzioni occidentali, agli aggressivi tentativo dell'Occidente di imporre un modello di comportamento ad altri Paesi, privandoli di sovranità e soggiogandoli al suo volere", ha detto il capo del Cremlino.

Putin nel suo intervento ha minacciato di limitare l'esportazione di grano dall'Ucraina all'Europa e ha anticipato che ne discuterà con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Forse dovremmo pensare a limitare l'esportazione di grano e altri generi alimentari lungo questa rotta (dall'Ucraina all'Europa, ndr). Mi consulterò sicuramente con il presidente turco Erdogan su questo argomento", ha detto aggiungendo: "Dopotutto siamo stati noi a elaborare il meccanismo esportazione di grano ucraino". 

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Putin ha poi sostenuto che "sarebbe una decisione assolutamente stupida", quella di imporre un limite al prezzo del gas russo e ha detto che se succederà Mosca non rispetterà più i suoi contratti di fornitura all'Occidente. "Non forniremo nulla se è contrario ai nostri interessi, in questo caso economici", ha affermato. "Niente gas, niente petrolio, niente carbone, niente olio combustibile, niente", ha tuonato.

Come riporta l'agenzia russa Ria Novosti, Putin ha lamentato che "recentemente, irreversibili, si potrebbe dire, si sono verificati cambiamenti tettonici nell'intero sistema delle relazioni internazionali”, e in questo cambiamento “il ruolo di Stati e regioni del mondo dinamici e promettenti è notevolmente aumentato. E soprattutto, naturalmente, la regione Asia-Pacifico: i suoi Paesi sono diventati nuovi centri di crescita economica e tecnologica, punti di attrazione per il personale, i capitali, la produzione".

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