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Martedì, 28 Maggio 2024
La proposta

Reddito di cittadinanza europeo: cos'è e come potrebbe essere finanziato

L'ex presidente dell'Inps Tridico lancia l'idea di sovvenzionare il provvedimento imponendo ai Paesi membri una corporate tax di almeno il 23%: "Una misura di welfare che aiuterebbe a sopportare le crisi"

Per combattere le crisi e proteggersi da eventuali shock asimmetrici, l'Unione europea dovrebbe creare un sistema di welfare comune che possa assicurare un reddito di cittadinanza alle fasce più deboli della popolazione. Questo intervento potrebbe essere finanziato in maniera proporzionale dai diversi Stati membri, ma anche istituendo una 'corporate tax' comunitaria che finisca direttamente nel bilancio comune. L'idea è stata proposta da Pasquale Tridico, ex presidente dell'Inps e attualmente docente all'Università degli studi Roma Tre, intervenendo a un dibattito sul Salario minimo organizzato al Parlamento europeo dall'europarlamentare del Movimento 5 stelle, Sabrina Pignedoli.

L'idea di portare "un reddito di cittadinanza europeo, ha un obiettivo non solo di costituzione di un germoglio del welfare europeo, ma anche quello di stabilizzazione degli shock asimmetrici eventuali che si verificano in ogni crisi in Europa", ha detto il professore. "Quando c'è una crisi i Paesi che sono già in deficit devono anche aumentarlo per coprire i costi sociali di povertà e disoccupazione", come è successo ad esempio alla Grecia durante la crisi. Atene "si è trovata nei guai ha dovuto fare proprio questo", peggiorando di fatto la situazione, fino a quando la Commissione "ha preteso di imporre nuovamente dei limiti di bilancio". Se la Grecia avesse però potuto accedere a un fondo europeo sostenuto da tutti, avrebbe potuto affrontare con più facilità la situazione, così come è successo per diversi Paesi membri durante la crisi del Covid, che hanno potuto accedere al Sure, il programma temporaneo di prestiti varato dalla Commissione europea, per finanziare misure come la cassa integrazione e attenuare i rischi di disoccupazione.

Per Tridico servono "meccanismi automatici di stabilizzazione" e il reddito di cittadinanza europeo "è esattamente questo, se pagato attraverso trasferimento centralizzato da parte di Bruxelles con finanziamenti che si raccolgono attraverso tutti gli Stati membri a seconda del loro peso" economico, e poi la distribuzione dei fondi avverrebbe "sulla base del bisogno, della povertà, dei tassi di disoccupazione" di ogni nazione. L'economista ha anche ipotizzato di istituire una 'corporate tax' europea, una tassa sui profitti delle società, per finanziare la misura. "Questa imposta è diminuita a livello europeo negli ultimi 30 anni in media del 45%. In Italia nel 1990 era del 50%, oggi del 24%. E la diminuzione è avvenuta in tutti i Paesi, con una competizione al ribasso per attirare capitali.

E così adesso alcune aziende addirittura si spostano dal sud Europa non in paradisi fiscali come Panama, ma in Stati europei che offrono corporate tax di poco superiori allo 0%", ha denunciato l'ex presidente dell'Inps. Secondo i calcoli di Tridico se Bruxelles imponesse a tutti gli Stati una corporate tax minima del 23% (quindi inferiore anche a quella italiana), "che è l'attuale media del blocco, potrebbe incrementare il bilancio comune del 2% e avrebbe soldi a sufficienza per pagare il reddito di cittadinanza a livello europeo".

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