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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Le trattative

Pressing di Italia e altri 12 Stati membri per un price cap europeo al gas importato

Inviata una lettera alla Commissione per chiedere una proposta in tal senso, ma bisogna superare l'opposizione di diversi governi e capire come convincere i fornitori ad accettare la misura

Aumenta il pressing sulla Commissione europea affinché proponga un tetto al prezzo del gas naturale importato con almeno 13 Paesi, tra cui l'Italia, che spingono per una misura che aiuti a contenere l'impennata dei prezzi dell'energia. "La crisi energetica sta causando pressioni inflazionistiche insostenibili che colpiscono duramente le nostre famiglie e le nostre imprese", si legge in una lettera inviata al Commissario per l'Energia Kadri Simson e vista da Politico. "Dobbiamo ancora affrontare il problema più grave di tutti: il prezzo all'ingrosso del gas naturale", sotiene la missiva.

Finora Bruxelles ha evitato di proporre un price cap, ma diverse capitali stanno facendo pressing affinché se ne discuta già al vertice d'emergenza dei ministri dell'Energia di venerdì. La lettera, firmata da Italia, Spagna, Polonia, Grecia, Belgio, Malta, Lituania, Lettonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Croazia e Romania, invita la Commissione a presentare una proposta questa settimana seguita da un'iniziativa legislativa più formale "il prima possibile". Inizialmente, la presidente dell'esecutivo Ursula von der Leyen aveva suggerito di limitare il prezzo del solo gas russo, ma la proposta è stata accantonata per il timore che Mosca si vendicasse tagliando tutte le forniture. Diversi Stati, Ungheria in testa ma anche Olanda, sono contrari, anche se per ragioni diverse.

Una proposta del genere si può attuare in due modi, e ognuno presenta delle criticità. Il primo è fissare un tetto al prezzo di acquisto, quello che viene pagato dalle aziende europee, con gli Stati che dovrebbero poi pagare la differenza rispetto al prezzo di mercato al fornitore estero. In questo caso il costo per le casse pubbliche sarebbe altissimo. Un altro modo sarebbe proprio imporre un tetto al prezzo di acquisto, il che comporterebbe trattative con tutti i Paesi fornitori, anche quelli 'amici', come Stati Uniti, Norvegia, Algeria e Azerbaijan.

La stessa von der Leyen aveva dichiarato che avrebbe formato una task force che si sarebbe recata in queste nazioni "per esaminare... la possibilità di abbassare in modo ragionevole il prezzo del gas". Ai fornitori l'Ue dovrebbe offrire degli accordi su altri punti, come contratti a più lungo termine o per maggiori quantità, per convincerli ad accettare di vendere comunque al blocco a prezzo calmierato e non rivolgersi ad altri mercati.

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